Crononutrizione Sottolinea il Tempismo della Colazione per la Salute Metabolica

Modificato da: Olga Samsonova

La scienza nutrizionale sta ricalibrando le priorità alimentari, identificando il momento del primo pasto della giornata come un fattore cruciale, potenzialmente più significativo del pasto serale, per la salute metabolica e la longevità. Questo cambiamento di prospettiva è radicato nei principi della crononutrizione, la disciplina che mira a sincronizzare l'assunzione di cibo con l'orologio biologico interno, o ritmo circadiano. Tale allineamento è ritenuto essenziale poiché la sensibilità insulinica del corpo umano raggiunge il suo picco durante le ore mattutine, ottimizzando l'assimilazione dei carboidrati e favorendo l'ossidazione dei grassi rispetto al loro accumulo.

Gli specialisti della nutrizione stanno promuovendo protocolli come il digiuno 12:12, che prevede una finestra di assunzione alimentare di dodici ore, allineando il primo pasto con i cicli naturali di attività corporea. Ricerche scientifiche, inclusa una vasta indagine spagnola pubblicata sul Journal of Epidemiology che ha esaminato circa 100.000 partecipanti, prevalentemente donne (79%), hanno stabilito correlazioni dirette tra l'orario della colazione e l'incidenza di patologie croniche. Nello specifico, consumare la colazione prima delle ore 8:00 è stato collegato a una riduzione del rischio di diabete di tipo 2 fino al 59%, mentre ritardare il pasto oltre le 9:00 ha mostrato un aumento di tale rischio.

Le attuali abitudini alimentari occidentali, spesso caratterizzate da colazioni ricche di carboidrati raffinati, possono indurre picchi insulinici non ottimali, un fattore di rischio rilevante per l'invecchiamento sano, in particolare per le donne. L'insulino-resistenza, che può manifestarsi dopo i 30 o 40 anni, è esacerbata da un controllo glicemico inadeguato; saltare il primo pasto può provocare un'impennata della glicemia post-prandiale, agendo come uno stressor metabolico. In coerenza con gli studi sulla longevità, le tendenze dietetiche emergenti privilegiano un'inversione rispetto ai carboidrati semplici a colazione, orientandosi verso opzioni più ricche di proteine e fibre.

Questo approccio nutrizionale emula le diete tradizionali osservate nelle cosiddette Zone Blu, come la Sardegna, Ikaria in Grecia, Okinawa in Giappone, Nicoya in Costa Rica e Loma Linda in California, aree note per l'alta concentrazione di centenari. In queste comunità longeve, l'alimentazione si fonda su cibi integrali, legumi e prodotti di stagione, con un consumo limitato di carne e zuccheri lavorati, suggerendo che un pasto mattutino sostanzioso e nutriente sia un elemento fondamentale per la salute a lungo termine.

La dottoressa Annamaria Colao, Ordinario di Endocrinologia presso l'Università Federico II di Napoli, evidenzia come la crononutrizione sposti il focus dall'attenzione calorica alla sincronizzazione con i cicli luce-buio, influenzando metabolismo, umore e ormoni attraverso meccanismi come l'autofagia, il processo di riciclo cellulare che sostiene la longevità. Tuttavia, viene sottolineata la necessità di una personalizzazione, poiché il digiuno deve essere adattato a fattori individuali come lo stato ormonale e la storia clinica, per evitare i rischi di un approccio improvvisato. L'adozione di finestre alimentari più brevi, come il protocollo 12:12, è considerata una forma accessibile di digiuno intermittente che può contribuire all'aumento dell'energia e al miglioramento metabolico, a condizione che la qualità del cibo rimanga una priorità assoluta.

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Fonti

  • El Confidencial

  • Cuerpomente

  • PA Media

  • Diario AS

  • Arenas Multimedia

  • elEconomista.es

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