Venezia, Italia. Molti pesci si raccolgono nei canali per diverse ragioni naturali.
Concentrazione di Cefali nei Canali di Venezia: Rifugio Termico Invernale
Modificato da: Tetiana Martynovska 17
Una significativa aggregazione di cefali è stata osservata nei canali urbani di Venezia durante il recente periodo di freddo intenso. Questo fenomeno ittico stagionale è attribuibile alla ricerca da parte dei pesci di un microclima più mite, poiché le acque interne offrono un riparo termico relativamente superiore rispetto all'ambiente aperto della laguna.
Le temperature medie dell'acqua marina a Venezia nel mese di febbraio si attestano tipicamente intorno agli 8.6°C, con minimi storici che possono scendere fino a 5.8°C. Questa differenza rende le acque interne, meno esposte e più riparate, un fattore cruciale per la sopravvivenza della fauna ittica durante le ondate di freddo più rigide, come quelle registrate all'inizio del 2026. Oltre al riparo termico, i cefali cercano in queste vie d'acqua cibo e condizioni di salinità più stabili.
Luca Mizzan, responsabile del Museo di Storia Naturale di Venezia, ha confermato che questo assembramento nei canali interni si verifica in concomitanza con i periodi più freddi dell'inverno. La conformazione del paesaggio lagunare, caratterizzato da canali più profondi che intersecano i bassi fondali, influenza la distribuzione delle specie. Storicamente, le "peschiere di sverno"—canali stretti e profondi sottovento—venivano utilizzate per la conservazione del pesce sottotaglia.
L'aggregazione di migliaia di esemplari, visibile in aree come il Canal Grande e il Bacino Orseolo, è amplificata dalla diffusione sui canali social, sebbene la motivazione fondamentale sia biologica: sfuggire alle rigide temperature esterne e, contestualmente, eludere la pressione predatoria. L'interazione tra l'ecosistema lagunare, la più vasta del Mediterraneo con i suoi 550 km², e l'intervento umano storico nella morfologia dei canali, è un tema costante nel monitoraggio della qualità dell'acqua, come previsto dalla Direttiva 2000/60/CE.
Sebbene questa migrazione ittica sia un processo naturale e ancestrale, l'intensità del fenomeno è legata ai fattori abiotici primari, in primis la temperatura dell'acqua. La gestione di questo equilibrio tra fauna selvatica e ambiente urbano, che include anche predatori come gabbiani e cormorani che approfittano della concentrazione ittica, richiede una comprensione approfondita delle dinamiche termiche stagionali che regolano questi spostamenti periodici.
Fonti
Video: ultime notizie - Corriere TV
La Nuova Venezia
Corriere del Veneto
Unive - Ca' Foscari
ResearchGate
Comune di Venezia