Gruppo da Battaglia Portaerei USA Trasferito dal Mar Cinese Meridionale all'Area CENTCOM tra Tensioni con l'Iran

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Il Dipartimento della Difesa statunitense ha disposto il riposizionamento di un gruppo da battaglia di portaerei dalla sua posizione nel Mar Cinese Meridionale verso il teatro operativo del Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM). Questa manovra militare, riportata il 15 gennaio 2026, indica un'intensificazione delle preoccupazioni per l'escalation delle tensioni tra Washington e Teheran, in un momento in cui la Repubblica Islamica affronta gravi disordini interni. La formazione navale è specificamente identificata come il gruppo da battaglia della USS Abraham Lincoln (CVN-72), il cui transito verso l'area CENTCOM, che comprende il Medio Oriente e si estende su 21 nazioni inclusa l'Iran, è stimato richiedere circa una settimana.

La mossa strategica, sebbene non ufficialmente confermata dalle autorità statunitensi al momento della notizia, sottolinea una postura di maggiore prontezza militare americana nella regione. Il contesto immediato di questa ridistribuzione di assetti militari è rappresentato dalla profonda crisi interna iraniana, innescata alla fine di dicembre 2025 da un crollo del valore del rial e da un'inflazione galoppante che ha reso insostenibili i costi dei beni di prima necessità. Le proteste, iniziate tra i commercianti del Grand Bazaar di Teheran, si sono estese a centinaia di città, evolvendo da mobilitazione economica a un più ampio movimento di dissenso contro la leadership.

Parallelamente, il Presidente Donald Trump aveva rilasciato una dichiarazione il 13 gennaio 2026, promettendo "azioni molto forti" qualora fossero avvenute esecuzioni di manifestanti, aumentando la pressione diplomatica e militare. Il teatro CENTCOM, nel quale la portaerei è diretta, è un'area di responsabilità che copre oltre 4 milioni di miglia quadrate, estendendosi su Africa nord-orientale, Medio Oriente, Asia centrale e meridionale. Questa manovra segue la conclusione delle operazioni di routine e degli esercizi a fuoco condotti dalla USS Abraham Lincoln nel Mar Cinese Meridionale, dove era impegnata nel contrasto alle assertive tattiche navali cinesi.

La presenza di un gruppo da battaglia di portaerei è considerata uno strumento cruciale di deterrenza convenzionale. La situazione diplomatica è tesa, con un incontro del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite fissato per giovedì 15 gennaio 2026, a seguito delle crescenti preoccupazioni internazionali. Il Ministro degli Esteri iraniano, Seyed Abbas Araghchi, ha dichiarato a Fox News che vi è "calma" e che il cambiamento è "fuori discussione", affermando di avere il "controllo totale" del paese. Le cifre sulle vittime rimangono oggetto di contesa: un gruppo con sede negli Stati Uniti stima almeno 2.571 decessi, mentre fonti ufficiali iraniane parlano di un numero nell'ordine delle "centinaia".

Un diplomatico statunitense ha descritto una precauzionale riduzione del personale dalle basi mediorientali, come la base aerea di Al Udeid in Qatar, come un semplice "cambio di postura". La Russia ha condannato le minacce di ingerenza esterna, definendo i tentativi di destabilizzazione come metodi tipici delle "rivoluzioni colorate". Il Segretario di Stato statunitense Marco Rubio ha fatto sapere, in incontri a porte chiuse, che l'amministrazione Trump stava valutando risposte non militari a sostegno dei manifestanti. Il dispiegamento di una formazione navale imponente, che include almeno un sottomarino d'attacco oltre alla portaerei, segnala un livello di rischio percepito elevato nel teatro CENTCOM, mentre la comunità internazionale osserva l'evoluzione del conflitto interno iraniano e le sue vaste ripercussioni regionali.

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Fonti

  • REPUBLIKA

  • ANI News

  • DAWN.COM

  • The Guardian

  • Amu TV

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