Dazi del 100% su Pechino: Trump Risponde ai Controlli sulle Terre Rare, Scosse i Mercati

Modificato da: Tatyana Hurynovich

L'architettura commerciale globale ha subito un brusco scossone il 10 ottobre 2025, quando il Presidente Donald Trump ha annunciato l'imposizione di un dazio punitivo del 100% su tutte le importazioni provenienti dalla Cina, con applicazione prevista per il 1° novembre 2025, o anche prima in caso di ulteriori azioni da parte di Pechino. Questa misura drastica è stata presentata come una ritorsione diretta alle recenti e significative restrizioni imposte da Pechino sull'esportazione di minerali di terre rare, considerati essenziali per settori strategici come l'intelligenza artificiale e l'elettronica avanzata.

L'impatto sui mercati finanziari è stato immediato e severo: l'indice S&P 500 ha registrato una flessione del 2,7% nella giornata, segnando la peggiore performance giornaliera da aprile. La tensione diplomatica è salita al punto che il Presidente Trump ha espresso dubbi sulla fattibilità dell'incontro precedentemente programmato con il Presidente cinese Xi Jinping durante il vertice dell'APEC a Seoul, in Corea del Sud, due settimane dopo. Le affermazioni di Trump, diffuse tramite la sua piattaforma Truth Social, hanno sottolineato come le mosse cinesi fossero "extraordinariamente aggressive" e una "disgrazia morale" nel commercio internazionale.

Il cuore del conflitto risiede nella sovranità tecnologica e nel controllo delle risorse critiche. Le terre rare, 17 elementi metallici fondamentali per l'innovazione, dai sistemi d'arma alle batterie per veicoli elettrici, sono dominate dalla Cina, che detiene circa il 60% della produzione mondiale e oltre il 90% della capacità di lavorazione. Le nuove restrizioni cinesi, che si aggiungono a quelle già in vigore da aprile e che richiedono licenze speciali per l'esportazione di tecnologie di raffinazione, sono percepite come un chiaro tentativo di utilizzare questo vantaggio come leva strategica.

L'azione di Washington, che si somma a precedenti dazi del 30% sulle importazioni cinesi, segnala una netta priorità per la sicurezza strategica rispetto alla fluidità del commercio globale. Questa polarizzazione innesca una profonda riflessione sulla fragilità delle catene di approvvigionamento, con gli investitori che hanno mostrato forte apprensione, in particolare per i titoli tecnologici. L'incertezza generata spinge attori come l'Europa a considerare con urgenza la diversificazione delle proprie filiere per costruire resilienza contro future interruzioni.

Fonti

  • New York Post

  • ABC News

  • The Economic Times

Hai trovato un errore o un'inaccuratezza?

Esamineremo il tuo commento il prima possibile.