Prima Mappa Atmosferica Tridimensionale di un Esopianeta Rivelata dal JWST

Modificato da: Tetiana Martynovska 17

La prima mappa della temperatura in 3D di un esoplaneta lontano

Gli astronomi hanno conseguito un risultato scientifico di grande rilievo, realizzando la prima mappa atmosferica tridimensionale di un esopianeta. L'impresa è stata resa possibile grazie alle osservazioni del James Webb Space Telescope (JWST), puntato sul gigante gassoso ultra-caldo denominato WASP-18b, un mondo distante circa 400 anni luce dalla Terra con una massa stimata dieci volte quella di Giove. La tecnica impiegata, nota come mappatura 3D delle eclissi o mappatura spettroscopica delle eclissi, ha permesso di analizzare le minime variazioni nelle lunghezze d'onda della luce durante il transito del pianeta dietro la sua stella madre.

Attraverso l'analisi di queste fluttuazioni luminose, gli scienziati sono riusciti a ricostruire la distribuzione termica dell'atmosfera aliena su tre assi: latitudini, longitudini e altitudini. La topografia termica risultante ha evidenziato un punto focale centrale sulla faccia illuminata del pianeta, circondato da una struttura anulare più fredda. Questa configurazione suggerisce che i flussi atmosferici di WASP-18b non sono abbastanza vigorosi da garantire una distribuzione uniforme del calore, indicando dinamiche meteorologiche complesse che sfidano i modelli convenzionali.

Le rilevazioni hanno inoltre mostrato una concentrazione inferiore di vapore acqueo nella regione centrale incandescente rispetto alla media atmosferica circostante. I ricercatori hanno dedotto che l'intenso calore in questo punto caldo è la causa della dissociazione delle molecole d'acqua, un'osservazione che convalida le proiezioni teoriche precedenti. Questa metodologia rivoluzionaria apre nuove prospettive per l'esplorazione delle architetture termiche e della composizione chimica di mondi distanti.

La ricerca che ha portato a questa mappatura è stata co-diretta da Megan Wiener Mansfield dell'Università del Maryland e Jake Turner della Cornell University. Il resoconto dettagliato di questa scoperta è stato pubblicato sulla rivista Nature Astronomy il 28 ottobre 2025. L'approccio metodologico, che misura le variazioni di luminosità per dedurre la distribuzione del calore su più assi, è un esempio di come l'ingegno umano stia trasformando l'oscurità in informazione strutturata, affinando la capacità di valutare le condizioni intrinseche di luoghi remoti.

Fonti

  • Space.com

  • Cornell Chronicle

  • NASA Science

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