Gli astronomi hanno conseguito un risultato scientifico di grande rilievo, realizzando la prima mappa atmosferica tridimensionale di un esopianeta. L'impresa è stata resa possibile grazie alle osservazioni del James Webb Space Telescope (JWST), puntato sul gigante gassoso ultra-caldo denominato WASP-18b, un mondo distante circa 400 anni luce dalla Terra con una massa stimata dieci volte quella di Giove. La tecnica impiegata, nota come mappatura 3D delle eclissi o mappatura spettroscopica delle eclissi, ha permesso di analizzare le minime variazioni nelle lunghezze d'onda della luce durante il transito del pianeta dietro la sua stella madre.
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Attraverso l'analisi di queste fluttuazioni luminose, gli scienziati sono riusciti a ricostruire la distribuzione termica dell'atmosfera aliena su tre assi: latitudini, longitudini e altitudini. La topografia termica risultante ha evidenziato un punto focale centrale sulla faccia illuminata del pianeta, circondato da una struttura anulare più fredda. Questa configurazione suggerisce che i flussi atmosferici di WASP-18b non sono abbastanza vigorosi da garantire una distribuzione uniforme del calore, indicando dinamiche meteorologiche complesse che sfidano i modelli convenzionali.
Le rilevazioni hanno inoltre mostrato una concentrazione inferiore di vapore acqueo nella regione centrale incandescente rispetto alla media atmosferica circostante. I ricercatori hanno dedotto che l'intenso calore in questo punto caldo è la causa della dissociazione delle molecole d'acqua, un'osservazione che convalida le proiezioni teoriche precedenti. Questa metodologia rivoluzionaria apre nuove prospettive per l'esplorazione delle architetture termiche e della composizione chimica di mondi distanti.
La ricerca che ha portato a questa mappatura è stata co-diretta da Megan Wiener Mansfield dell'Università del Maryland e Jake Turner della Cornell University. Il resoconto dettagliato di questa scoperta è stato pubblicato sulla rivista Nature Astronomy il 28 ottobre 2025. L'approccio metodologico, che misura le variazioni di luminosità per dedurre la distribuzione del calore su più assi, è un esempio di come l'ingegno umano stia trasformando l'oscurità in informazione strutturata, affinando la capacità di valutare le condizioni intrinseche di luoghi remoti.


