Modello Teorico di Strømme: La Coscienza Come Campo Fondamentale della Realtà

Modificato da: Vera Mo

La fisica norvegese Maria Strømme, professoressa presso l'Università di Uppsala in Svezia, ha introdotto un modello teorico che ridefinisce la genesi dell'universo e la natura della consapevolezza. La professoressa Strømme, che nel 2004 divenne la più giovane docente di una materia tecnica in Svezia, sostiene che la coscienza non sia un mero epifenomeno dell'attività cerebrale, ma l'elemento primario e fondamentale della realtà. Questa prospettiva si discosta dalle visioni neuroscientifiche riduzioniste prevalenti, inserendosi in un più ampio interesse scientifico del 2025 per gli approcci interdisciplinari al tema della coscienza.

Il fulcro di questa teoria, formalizzata nell'articolo "Universal consciousness as foundational field: A theoretical bridge between quantum physics and non-dual philosophy", pubblicato su AIP Advances il 13 novembre 2025, stabilisce che la coscienza universale precede le strutture fisiche come il tempo, lo spazio e la materia. Strømme modella questa coscienza universale come un campo fondamentale, dal quale la consapevolezza individuale si differenzia attraverso processi quali la rottura di simmetria e le fluttuazioni quantistiche. L'articolo è stato selezionato come miglior articolo del fascicolo e messo in evidenza sulla copertina, cercando di unire la meccanica quantistica con la filosofia non-duale.

La teoria postula che la percezione di separazione tra le singole coscienze sia un'illusione derivante da un substrato unificato e senza forma, un concetto che trova riscontro in tradizioni filosofiche antiche e nelle speculazioni di pionieri della fisica del XX secolo. Il quadro teorico interpreta lo stato pre-Big Bang come un potenziale atemporale e indifferenziato, esistente prima dell'instaurarsi dello spazio e del tempo. Questo modello stabilisce un parallelo con le argomentazioni di fisici come Eugene Wigner, che suggeriva un ruolo della coscienza nel collasso della funzione d'onda, ipotizzando che i pensieri individuali causino il 'collasso' del campo universale in uno stato osservabile.

Le implicazioni di questo lavoro dialogano con teorie emergenti della gravità quantistica, le quali suggeriscono che lo spaziotempo stesso emerga da un ordine più profondo e pre-spaziotemporale. Strømme, la cui formazione primaria è in ingegneria fisica e nanotecnologia, con un dottorato in fisica dello stato solido conseguito presso l'Università di Uppsala nel 1997, compie un significativo salto concettuale dal suo campo abituale. Il modello offre un'alternativa non-riduzionista alle neuroscienze, suggerendo che la coscienza interagisca con i processi fisici come un campo fondamentale.

La teoria include previsioni verificabili nei campi della fisica, delle neuroscienze e della cosmologia, suggerendo che la coscienza individuale, anziché cessare con la morte, ritorni al campo universale di origine. Questo approccio trova analogie con concetti fisici stabiliti, come l'ordine implicato di Bohm e l'universo partecipativo di Wheeler. La ricerca di Strømme, membro di diverse accademie scientifiche tra cui la Royal Swedish Academy of Sciences, si basa sui Tre Principi (3Ps) di mente universale, coscienza universale e pensiero universale, fornendo una base matematica per comprendere la non-località e l'emergere dello spaziotempo.

Fonti

  • raketa.hu

  • Uppsala University

  • AIP Publishing

  • AIP Advances

  • Quantum Insider

  • The Helper

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