Dicotomia Climatica Globale: Caldo Estremo in Australia e Freddo Artico in Nord America a Gennaio 2026
Modificato da: Tetiana Martynovska 17
Le dinamiche meteorologiche planetarie all'inizio di gennaio 2026 sono caratterizzate da una marcata dicotomia tra i due emisferi, un fenomeno che gli analisti climatici collegano a un sistema globale sempre più erratico. Questa volatilità climatica sta trasformando eventi estremi in una frequenza quasi ordinaria, rendendo la valutazione di tali condizioni fondamentale per definire le strategie di adattamento ai cambiamenti in atto.
L'Emisfero Australe sta subendo l'impatto di un'intensa stagione calda, con ondate di calore che innescano conflagrazioni su vasta scala. Nello stato di Victoria, in Australia, la situazione è degenerata al punto che le autorità, guidate dalla Premier Jacinta Allan, hanno dichiarato lo stato di calamità a causa della violenza degli incendi boschivi nelle aree rurali sudorientali. Le fiamme, alimentate da temperature che hanno superato i 40 °C e da venti caldi, hanno causato una vasta devastazione, richiamando alla memoria la stagione del 2019-2020. Il responsabile delle emergenze, Tim Wiebusch, ha confermato che, al 10 gennaio 2026, si contavano oltre 30 focolai attivi, con uno dei fronti più estesi, vicino a Longwood a 150 km da Melbourne, che aveva già consumato quasi 150.000 ettari di foresta.
Parallelamente a questa crisi meridionale, l'Emisfero Boreale è alle prese con condizioni invernali eccezionalmente rigide, manifestazioni di un freddo polare che sta mettendo a dura prova le infrastrutture in Nord America e in Europa. Le proiezioni stagionali per gennaio 2026, basate su modelli come l'ECMWF, indicavano la persistenza di uno schema meteorologico bloccato sull'Atlantico, con alta pressione tra Groenlandia e Nord Pacifico e bassa pressione sul Canada e gli Stati Uniti settentrionali. Questo assetto è spesso il risultato di un disturbo del Vortice Polare stratosferico, che permette all'aria gelida di fuoriuscire dalle alte latitudini verso le medie latitudini.
L'analisi dei centri di calcolo suggerisce che la circolazione atmosferica nell'emisfero nord sta subendo una significativa alterazione a metà gennaio 2026. Sebbene l'Europa abbia beneficiato inizialmente di correnti più miti, la riorganizzazione del Vortice Polare sta portando a una potenziale discesa di aria artica. Le previsioni indicano che questa configurazione, con un flusso parzialmente settentrionale-orientale sul continente europeo, aumenta il rischio di episodi di freddo e nevicate, in particolare sull'Europa centrale.
La coesistenza di questi estremi, con l'Australia che affronta incendi intensi e il Nord America e l'Europa che gestiscono il gelo, dipinge un quadro di profonda instabilità climatica. La premier Allan, pur annunciando il ritrovamento sano e salvo di tre persone disperse, tra cui un bambino, ha sottolineato la gravità della situazione, con dieci grandi incendi ancora attivi che potrebbero perdurare per giorni o settimane. Questa polarizzazione degli eventi sottolinea la necessità di strategie di mitigazione e adattamento più robuste a livello globale.
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Fonti
LA TERCERA
Notimérica
Prensa Latina
Greenpeace
Wikipedia, la enciclopedia libre
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