Il Cambiamento Sostenibile: Ripetizione, Motivazione Intrinseca e Metodologia Incrementale
Modificato da: Olga Samsonova
La tendenza umana a stabilire propositi ambiziosi all'inizio di un nuovo ciclo, come quelli tipici di gennaio, si scontra frequentemente con una rapida disillusione. La ricerca psicologica indica che fissare simultaneamente un numero eccessivo di obiettivi porta a un esaurimento precoce dell'entusiasmo iniziale. Questo sovraccarico è paragonato dagli specialisti all'avvio di un vasto progetto edilizio, dove l'eccitazione iniziale cede il passo alle complessità operative e allo stress intrinseco. Il mancato rispetto di piani irrealistici viene spesso interpretato come una carenza personale di disciplina, anziché come un difetto nel processo di pianificazione. Tale internalizzazione negativa può erodere l'autoefficacia, un fattore determinante per la persistenza.
Il conseguimento di modifiche comportamentali durature si fonda su due elementi essenziali: la ripetizione costante delle azioni e l'identificazione profonda con la motivazione intrinseca. La motivazione, definita come la forza che inizia, dirige, intensifica e sostiene un comportamento verso un fine, costituisce il vero propellente del cambiamento. Per mantenere il percorso, è fondamentale rispondere alla domanda centrale: "Per quale motivo desidero questa trasformazione?". Le spinte intrinseche, come il desiderio di maggiore energia per la famiglia o la ricerca di serenità interiore, conferiscono la resilienza necessaria per superare le avversità inevitabili della vita, quali stress e affaticamento.
La prospettiva contemporanea sul cambiamento sostenibile lo inquadra come una maratona metodica, non uno scatto improvviso, privilegiando l'enfasi sui piccoli passi incrementali e sull'autocompassione. Questa visione si allinea con l'approccio del Community-Based Social Marketing (CBSM), che scompone i comportamenti desiderati in elementi gestibili per aumentarne la probabilità di adozione. L'approccio raccomandato per il prossimo periodo, come il 2026, incoraggia una maggiore flessibilità e l'accettazione degli scivoloni, trattando il processo di cambiamento come una collaborazione con sé stessi piuttosto che come un'imposizione. La psicologia ambientale, ad esempio, evidenzia come il contatto con la natura possa ridurre i livelli di cortisolo, l'ormone dello stress, dimostrando l'importanza di integrare il benessere nel percorso di sostenibilità.
La motivazione estrinseca, basata su ricompense esterne come lodi o promozioni, può produrre effetti nel breve termine, ma la sua sostenibilità è limitata dalla necessità di una costante presenza di tali stimoli. Al contrario, la motivazione intrinseca, che deriva dalla soddisfazione del processo stesso, come teorizzato anche da Bruner nell'apprendimento per scoperta, genera un coinvolgimento più profondo e duraturo. In un contesto più ampio, la sostenibilità richiede un cambiamento comportamentale sistemico. Le proiezioni indicano un aumento dell'urbanizzazione e un incremento della domanda energetica entro il 2050, rendendo l'adattamento comportamentale una componente critica per la sostenibilità globale.
Per consolidare le nuove abitudini, è fondamentale un sistema robusto, come suggerito da analisi ispirate a modelli come "Atomic Habits". Le abitudini, anche quelle disfunzionali, spesso nascono con una funzione protettiva, e il vero cambiamento si ottiene modificando il sistema sottostante, non solo la volontà. In sintesi, il successo a lungo termine nel perseguire obiettivi, sia personali che legati alla sostenibilità, non risiede nella forza di volontà momentanea, ma nella coltivazione di una ragione interna profonda e nell'adozione di una metodologia basata sulla coerenza quotidiana e sull'accettazione costruttiva degli ostacoli.
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Fonti
Republica
Psychology Today
Forbes
Harvard Business Review
National Center for Biotechnology Information
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