Venezuela Denuncia Aggressione Militare Statunitense su Caracas e Stati Chiave

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Il governo della Repubblica Bolivariana del Venezuela ha denunciato nella giornata di sabato 3 gennaio 2026 che forze militari statunitensi avrebbero condotto attacchi contro la capitale, Caracas, e gli stati di Miranda, Aragua e La Guaira. In risposta a queste presunte aggressioni, il Presidente Nicolás Maduro ha immediatamente decretato lo Stato di Commotio Esterna Nazionale, ordinando la mobilitazione per una lotta armata e segnalando una crisi di proporzioni estreme. La Casa Bianca ha mantenuto il riserbo ufficiale sulla responsabilità degli eventi, sebbene fonti militari statunitensi abbiano successivamente confermato a Reuters l'esecuzione di operazioni sul territorio venezuelano, senza fornire ulteriori dettagli.

Le prime segnalazioni di violenza sono emerse nelle prime ore del mattino, intorno alle 02:00 ora locale, con la registrazione di almeno sette forti esplosioni nella capitale, accompagnate dal rumore di velivoli a bassa quota. Testimonianze locali hanno documentato colonne di fumo sollevarsi in prossimità di installazioni militari, seguite da interruzioni di corrente elettrica in diverse aree della zona meridionale di Caracas. Tra i siti specificamente menzionati come bersagli vi sono l'aeroporto militare di La Carlota, la base militare di Fuerte Tiuna e l'aeroporto di Higuerote, indicando un'azione mirata contro infrastrutture strategiche e di difesa.

Il Presidente Maduro ha qualificato l'azione come una "gravissima aggressione militare" e una palese violazione degli Articoli 1 e 2 della Carta delle Nazioni Unite, sostenendo che l'obiettivo fosse la sottrazione di risorse strategiche, come petrolio e minerali, e la rottura forzata dell'indipendenza politica del Paese. Questo evento si inserisce in un contesto di progressiva escalation delle relazioni tra Washington e Caracas, intensificatesi notevolmente dall'insediamento di Donald Trump nel gennaio 2025, con il ritorno alla strategia di "massima pressione". Le tensioni erano già aumentate con il dispiegamento, a partire dall'agosto 2025, di una task force navale statunitense nei Caraibi denominata Operazione Southern Spear, che aveva già portato a sequestri di imbarcazioni e scontri cinetici sin dal settembre 2025.

La reazione diplomatica internazionale è stata rapida. Il Presidente colombiano Gustavo Petro ha richiesto con urgenza riunioni straordinarie presso l'Organizzazione degli Stati Americani (OAS) e il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per affrontare la minaccia alla pace regionale. Il governo italiano, tramite il Ministro degli Esteri Antonio Tajani, ha espresso massima attenzione, mantenendo attiva l'unità di crisi della Farnesina per monitorare la sicurezza della comunità italiana in Venezuela. Il Venezuela ha annunciato l'intenzione di presentare ricorso alle istanze internazionali, sollevando interrogativi sulla giustificazione e la portata dell'azione militare statunitense, che giunge dopo che il Presidente Maduro aveva manifestato, il 1° gennaio 2026, una disponibilità al dialogo su temi come narcotraffico e petrolio.

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Fonti

  • Prensa latina

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  • Real.gr

  • SAPO

  • B92

  • Al-Manar TV Lebanon

  • Noticias Univision América Latina

  • El Español

  • Noticias Prensa Latina

  • Cubadebate

  • Juventud Rebelde

  • EFE

  • The Guardian

  • Prensa Latina

  • Reuters

  • Tasnim News Agency

  • 2026 Venezuelan explosions - Wikipedia

  • US launches military strikes on Venezuela as Trump escalates pressure on Maduro regime, sources say - CBS News

  • Venezuela accuses US of attacking Caracas as explosions rock capital - The Guardian

  • Escalating Tensions in United States-Venezuela Relations: Military Actions, Diplomatic Overtures - Geopolitical Implications in Late 2025 and Early 2026 - https://debuglies.com

  • US launches military strikes on Venezuela as Trump escalates pressure on Maduro regime, sources say - CBS News

  • Band

  • Observador

  • CNN Brasil

  • Click Petroleo e Gas

  • Poder360

  • CBS News

  • CBS News

  • Christian Daily International

  • The War Zone

  • Defence Blog

  • The Guardian

  • Reuters

  • Wikipedia

  • SOUTHCOM

  • DD News On Air

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