
Foto di V. Zelensky - Ufficio Stampa del Presidente dell'Ucraina
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Foto di V. Zelensky - Ufficio Stampa del Presidente dell'Ucraina
Il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha confermato giovedì 29 gennaio 2026 il raggiungimento di un'intesa provvisoria con la Federazione Russa per una "tregua energetica", finalizzata alla tutela delle infrastrutture civili durante il picco del freddo invernale. Zelensky ha espresso gratitudine formale al Presidente degli Stati Uniti Donald Trump per il ruolo di mediazione, attribuendogli il merito di aver facilitato un accordo che, nelle sue dichiarazioni, dovrebbe garantire la sicurezza di Kyiv e di altre città ucraine dagli attacchi missilistici russi in questo periodo critico. Le discussioni preliminari che hanno condotto a questa intesa si sono svolte ad Abu Dhabi, secondo quanto riferito dai negoziatori ucraini, in un contesto di forte pressione sul sistema energetico nazionale.
La potenziale sospensione degli attacchi si inserisce in un quadro di emergenza umanitaria acuta, con previsioni di un nuovo crollo termico che potrebbe portare le temperature nel sud del Paese fino a -30°C, un livello insostenibile per la rete elettrica ucraina già compromessa da attacchi sistematici dal febbraio 2022. Il Ministro dell'Energia Denys Shmyhal aveva precedentemente definito la crisi come la più grave dall'inverno del 2022. A riprova della fragilità del sistema, Zelensky aveva indicato che il fabbisogno elettrico del Paese era soddisfatto solo al 60% quest'inverno, con una capacità di generazione di 11 gigawatt su una richiesta di 18 gigawatt. Per far fronte alla situazione, erano stati aperti 1.300 "punti di invincibilità" in tutta l'Ucraina.
L'accordo mediato da Trump, che aveva personalmente sollecitato Putin ad astenersi dai bombardamenti per una settimana a causa del gelo, segue una dinamica diplomatica informale, sebbene il Cremlino, tramite il portavoce Dmitrij Peskov, abbia inizialmente offerto un "no comment" ufficiale. Le trattative trilaterali a Abu Dhabi, tenutesi tra il 23 e il 24 gennaio 2026, avevano incluso la proposta statunitense di una pausa negli attacchi energetici in cambio della possibile cessazione degli attacchi ucraini contro le navi e i lanciamissili della Marina russa. Un elemento strategico emerso dalle fonti ucraine riguarda le riserve di armamenti a lungo raggio della Russia; l'osservazione di missili Kh-101 dopo il 24 gennaio ha portato alla conclusione, secondo Zelensky, che le scorte russe di questi vettori stessero diminuendo, ipotesi che potrebbe offrire una giustificazione tattica russa alla tregua temporanea.
La situazione a Kyiv rimaneva precaria al momento della conferma; il sindaco Vitali Klitschko aveva segnalato che circa 378 edifici multipiano nella capitale erano ancora privi di riscaldamento, con la maggior parte concentrata nel quartiere di Troyeschyna. A livello di supporto internazionale, l'Unione Europea ha stanziato 50 milioni di euro per forniture energetiche d'emergenza, mentre l'Italia ha impegnato l'invio di 78 caldaie industriali, con l'obiettivo di fornire una capacità termica complessiva per circa 90.000 abitazioni. La speranza di Kyiv è che questa "tregua del freddo" possa evolvere in un percorso diplomatico più stabile, con un nuovo round di colloqui previsto per la domenica successiva.
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