Los Alamos e il mistero degli UFO: documenti trapelati svelano ricerche segrete nel laboratorio dove sono scomparsi alcuni scienziati

Autore: Uliana S

Una fuga di documenti suggerisce che il laboratorio americano in cui lavoravano gli scienziati scomparsi studiava UFO, sostiene un documentario, secondo il NY Post.

Nell'aprile 2026, i riflettori sono tornati ad accendersi sul Los Alamos National Laboratory in New Mexico, uno dei siti scientifici più blindati degli Stati Uniti. Stando a quanto rivelato da un nuovo documentario, in questo centro si condurrebbero da decenni studi segreti sugli oggetti volanti non identificati. Ad alimentare questo rinnovato interesse non sono state solo recenti fughe di notizie, ma anche la misteriosa sparizione di due dipendenti del laboratorio avvenuta nell'ultimo anno.

Two technical records from the same Cold War period, U.S. side and Soviet side, documenting vehicles with similar characteristics. The Los Alamos National Laboratory figures in Corbell's release document the disc morphology observationally: flat top with central post, flat

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New York Post
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Trove of leaked documents prove US lab where two missing scientists worked was studying UFOs: film trib.al/wW9UEtR

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I manoscritti Чернохаева. Due documenti tecnici dello stesso periodo della Guerra Fredda, dal lato degli Stati Uniti e dal lato dell'URSS, che descrivono veicoli con caratteristiche simili.

Il primo caso risale al maggio 2025, con la scomparsa di Anthony Chavez, un ingegnere in pensione di 78 anni. L'uomo era uscito per una passeggiata lasciando in casa portafoglio e chiavi, per poi svanire nel nulla. Un mese dopo è stata la volta di Melissa Casias, addetta amministrativa del laboratorio. Dopo aver portato il pranzo alla figlia, la donna è letteralmente evaporata: le telecamere l'hanno ripresa mentre camminava sola lungo l'autostrada, mentre i suoi telefoni erano stati ripristinati alle impostazioni di fabbrica. Questi episodi si inseriscono in una serie inquietante più ampia: negli ultimi anni, circa undici scienziati legati a progetti nucleari e di difesa negli Stati Uniti sono morti o scomparsi in circostanze oscure.

La svolta è arrivata grazie a una fuga di documenti provenienti dall'archivio del defunto responsabile della cybersicurezza di Los Alamos. È stato il figlio, riordinando gli oggetti del padre, a imbattersi in una cartella contenente memo interni, disegni e foto Polaroid. Il materiale è stato consegnato al giornalista Jeremy Corbell, impegnato da undici anni nella raccolta di prove sugli UAP. Nel suo nuovo film "Sleeping Dog", la cui uscita è prevista per il 30 maggio, questi documenti verranno mostrati al pubblico per la prima volta.

Ma cosa contengono esattamente queste carte? Il reperto centrale è l'ordine del giorno di una riunione a porte chiuse tenutasi il 24 aprile 1991 proprio all'interno del laboratorio. All'incontro parteciparono esponenti della CIA, della NSA, della Marina e dell'Esercito. Il tema principale erano le "anomalie atmosferiche", con riferimenti specifici all'incidente di Gulf Breeze del 1987 in Florida e all'ondata di avvistamenti in Belgio del 1989. Si discusse di "proposte" sovietiche, dello sviluppo di sensori e della collaborazione con università prestigiose come il MIT e Stanford. A corredo dei verbali compaiono schizzi di testimoni oculari che ritraggono velivoli a forma di disco con la parte superiore piatta, un montante centrale, una "gonna" esterna e un caratteristico tratteggio sullo scafo. Alcune immagini risultano realizzate con ingrandimenti a 39 e 40 per.

È sorprendente notare come queste osservazioni coincidano quasi perfettamente con le descrizioni tecniche presenti negli archivi sovietici di Chernokhayev, resi pubblici nel novembre 2024. Le proporzioni sono le medesime: un diametro di circa 30 metri, una cabina centrale dotata di reattore e una "gonna" costituita da una griglia solenoidale per generare un flusso neutrino-magnetico, mentre il tratteggio corrisponderebbe a otto longheroni radiali in titanio. I calcoli ingegneristici su massa, materiali e propulsione sembrano opera di progettisti di un veicolo reale, piuttosto che semplici speculazioni teoriche.

Corbell sottolinea come questi documenti rappresentino una "conferma assoluta" del fatto che il governo statunitense abbia tentato per anni di decifrare non solo la natura degli UFO, ma anche le intenzioni di chi li manovra. "Conoscevo personalmente alcuni di quegli scienziati", dichiara nel film, "e non avevano mai accennato al fatto di occuparsi di simili ricerche".

Naturalmente, gli scettici considerano questo materiale "fin troppo perfetto" e invocano una perizia indipendente. Resta tuttavia un dato di fatto: questa fuga di notizie dal cuore della scienza nucleare americana solleva nuovamente l'interrogativo su quanto profondamente lo Stato sia coinvolto nello studio di quelle che ufficialmente definisce "anomalie atmosferiche". In attesa del film e mentre le ricerche dei dispersi continuano, la vicenda di Los Alamos ci ricorda che, a volte, i segreti più grandi non si celano nel cosmo, ma nelle cartelle dimenticate nelle soffitte di ex dipendenti.

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