La cometa C/2026 A1 (MAPS) si prepara al passaggio ravvicinato con il Sole il 4 aprile 2026

Modificato da: Uliana Soloveva

SUNDIVING COMET UPDATE: Daylight Potential Loading... ☄️🔥 Comet MAPS (C/2026 A1) is still a faint green blob in Cetus right now, but the countdown is on, it could become a daylight comet in April! Photo below: Stunning capture by Dan Bartlett on March 8th from June Lake,

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La cometa MAPS (C/2026 A1) è attualmente un debole punto verde nella costellazione Китa. Foto di Dan Bartlett, scattata l'8 марта a Джун-Лейк, Калифорния.

Gli astronomi di tutto il mondo stanno monitorando con estrema attenzione l'avvicinamento della cometa radente C/2026 A1 (MAPS), un oggetto celeste appartenente alla celebre famiglia di Kreutz. L'evento culminante è previsto per il 4 aprile 2026, data in cui la cometa raggiungerà il perielio, portandosi a una distanza di appena 159.000 chilometri dalla fotosfera solare. In questa fase critica, il corpo ghiacciato attraverserà la corona solare, una regione caratterizzata da temperature proibitive che superano il milione di gradi Celsius. La famiglia di Kreutz, che deve il suo nome all'astronomo Heinrich Kreutz, è nota per aver generato alcuni degli oggetti più brillanti della storia, tra cui la Grande Cometa del 1843 e la spettacolare Ikeya-Seki del 1965.

Un'immagine di una cometa dell'11 marzo con magnitudine apparente 10.

La scoperta della cometa MAPS risale al 13 gennaio 2026, grazie al lavoro di un team di ricercatori francesi impegnati nel programma MAPS presso l'osservatorio AMACS1 a San Pedro de Atacama, in Cile. Al momento del primo avvistamento, l'oggetto mostrava una magnitudine apparente di 18 e si trovava a una distanza di 308 milioni di chilometri dal Sole. Questo rilevamento ha stabilito un nuovo record per le scoperte da terra di comete di Kreutz, avvenendo con ben 81 giorni di anticipo rispetto al passaggio al perielio. Da allora, la cometa ha mostrato un'attività frenetica: entro la metà di marzo 2026, la sua luminosità è aumentata di quasi 600 volte, raggiungendo una magnitudine di circa 10,8, rendendola un bersaglio ideale per i telescopi amatoriali con apertura di 8-10 pollici.

Le previsioni riguardanti la massima brillantezza della cometa rimangono discordanti tra gli esperti del settore. Un modello teorico particolarmente ottimista ipotizza che la cometa possa raggiungere una magnitudine di -16, superando persino la luminosità della Luna piena; al contrario, stime più prudenti prevedono un picco intorno a magnitudine -5, un valore paragonabile a quello del pianeta Venere. La C/2026 A1 possiede un'inclinazione orbitale di circa 144 gradi, il che suggerisce la sua natura di frammento derivato da una gigantesca cometa madre che si frantumò probabilmente oltre duemila anni fa. L'interesse scientifico primario è ora rivolto alla capacità del nucleo di mantenere la propria integrità strutturale sotto l'enorme pressione termica e gravitazionale esercitata dal Sole.

Le analisi modellistiche indicano tuttavia un'alta probabilità che l'oggetto possa subire una completa disgregazione durante il transito ravvicinato, un destino che accomuna molti dei membri più piccoli della famiglia di Kreutz. Qualora il nucleo si dimostrasse abbastanza massiccio da resistere a una velocità di spostamento che potrebbe eccedere 1,5 milioni di chilometri orari, la cometa potrebbe trasformarsi in uno spettacolo visivo senza precedenti. Data la pericolosità dell'osservazione ottica diretta in prossimità del Sole, gli scienziati si affideranno principalmente al telerilevamento spaziale, sfruttando in particolare i dati forniti dallo strumento LASCO C3 a bordo dell'osservatorio SOHO.

Un aspetto peculiare della cometa C/2026 A1 è la sua orbita retrograda con un periodo di rivoluzione stimato in circa 1660 anni, un dato che si discosta significativamente dai soliti 700-800 anni osservati in altri frammenti di Kreutz. Questa caratteristica suggerisce che MAPS possa essere un frammento di "seconda generazione", forse originatosi da un corpo celeste documentato dallo storico romano Ammiano Marcellino nell'anno 363 d.C. Per gli osservatori situati nell'emisfero australe si prospettano le condizioni migliori: se la cometa sopravviverà al calore solare mantenendo la sua luminosità, sarà visibile nel cielo del crepuscolo serale tra il 5 e il 14 aprile.

L'attesa per questo evento astronomico non riguarda solo la bellezza visiva, ma anche l'opportunità di studiare la materia primordiale del sistema solare che compone il nucleo cometario. La resistenza di C/2026 A1 fornirà dati preziosi sulla densità e sulla coesione di questi corpi celesti quando sottoposti a condizioni ambientali estreme. Gli appassionati di astronomia e i professionisti rimangono con il fiato sospeso, pronti a documentare ogni fase di questo incontro ravvicinato che promette di riscrivere parte della nostra comprensione sulle dinamiche delle comete radenti.

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Fonti

  • EL UNIVERSO

  • DCnews

  • Oxu.Az

  • Space.com

  • Wikipedia

  • Space

  • Sky & Telescope

  • EarthSky

  • CURIOSIDADES ASTRONÓMICAS "Divulgación de la Astronomía"

  • Wikipedia

  • Star Walk

  • Astronomy Magazine

  • astro.vanbuitenen.nl

  • Star Walk

  • Space.com

  • Sky & Telescope

  • Wikipedia

  • NV Техно

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