I satelliti hanno catturato i più grandi swell oceanici mai misurati dallo spazio, con un'altezza media di quasi 20 metri.
Onde Oceaniche Giganti Scoperte da SWOT Sfidano i Modelli Fisici
Modificato da: Tetiana Martynovska 17
La tecnologia spaziale della missione SWOT ha fornito una prospettiva inedita sulla dinamica delle tempeste oceaniche, rivelando onde che mettono in discussione i modelli fisici attualmente in uso. Nelle vaste distese del Pacifico settentrionale, a migliaia di chilometri dalla terraferma, l'oceano manifesta talvolta innalzamenti di potenza che superano le stime precedenti. Per anni, queste imponenti masse d'acqua sono state oggetto di narrazioni marinaresche o di stime approssimative basate su modelli computazionali parziali.
Tajny kod w morzu. Per 300 anni, le equazioni che descrivono le onde hanno preso in giro i matematici. Euler le ha scritte. La natura ha riso.
La missione SWOT (Surface Water and Ocean Topography) rappresenta un progresso tecnologico significativo, risultato di una cooperazione tra la NASA e il CNES (Centre National d'Études Spatiales) francese, lanciata il 16 dicembre 2022. La partnership si estende anche all'Agenzia Spaziale Canadese e alla UK Space Agency, consolidando uno sforzo internazionale per la mappatura delle superfici acquatiche. Verso la fine del 2024, una perturbazione atmosferica denominata Eddie ha agitato il Pacifico, offrendo un caso di studio eccezionale per gli oceanografi e i fisici che gestiscono il satellite SWOT.
I sensori in orbita hanno registrato dati che indicano onde capaci di raggiungere i 35 metri di altezza nel mezzo dell'oceano, con dati confermati nel dicembre 2024. Queste strutture non corrispondevano alle onde tipiche da maltempo, ma si presentavano come pareti d'acqua che superavano l'altezza di un edificio di dieci piani, sollevando interrogativi sulla loro formazione e propagazione. L'interferometria radar avanzata impiegata da SWOT consente una mappatura tridimensionale della superficie marina con una risoluzione senza precedenti.
Una ricerca pubblicata nel settembre 2025 sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) ha riportato risultati che vanno oltre le semplici altezze record. Lo studio, guidato da Fabrice Ardhuin e dal suo team presso l'IFREMER (Istituto Francese per lo Sfruttamento degli Oceani), suggerisce una potenziale lacuna nella comprensione della fisica marina. Per decenni, l'oceanografia ha ipotizzato una dissipazione energetica prevedibile delle tempeste, ma le rilevazioni di SWOT hanno indicato il contrario. I dati evidenziano che i modelli empirici avevano sovrastimato la dissipazione di energia delle onde più lunghe di un fattore pari a venti.
Questa discrepanza implica che l'energia si concentra in un numero inferiore di onde dominanti e di ampiezza maggiore, fornendo una spiegazione su come una singola perturbazione nel Pacifico settentrionale possa trasferire energia su lunghe distanze. La tempesta Eddie è divenuta un caso di studio emblematico per questa capacità di trasferimento energetico a lungo raggio. Queste onde anomale hanno viaggiato verso sud, attraversando il Passaggio di Drake tra il Sud America e l'Antartide, per poi concludere la loro traversata nell'Atlantico tropicale all'inizio del 2025, coprendo quasi 24.000 chilometri e mantenendo una porzione significativa della loro energia cinetica iniziale.
Sebbene fenomeni di questa portata possano generare onde visivamente imponenti lungo le coste di Hawaii e California, i dati indicano un impatto più rilevante: onde di tale magnitudo comportano rischi concreti di erosione costiera e inondazioni ben distanti dal punto di origine della tempesta. La capacità di misurare con precisione la propagazione di queste onde estreme è fondamentale per l'affinamento dei modelli di previsione dei pericoli marittimi a livello globale.
Fonti
Swiss Federal Institute of Technology, Lausanne (EPFL)
Dialogos
Dnevnik
Choquet | SCAR - Scientific Committee on Antarctic Research
Débats au cœur de la science - Explorer les pôles - YouTube
News - SENSE - EPFL
Preserving the Planet's Frozen Archives - Neuro X Institute - EPFL
Barn Owl project - BirdLife Cyprus
The Silent Flight of Owls, Explained - National Audubon Society
Spatial and temporal patterns in the diet of barn owl (Tyto alba) in Cyprus - ResearchGate
Cyprus leads Europe in natural pest control, saving the environment one owl at a time
Barn owls take on Cyprus' rodent problem
PNAS
SciTechDaily
NASA Jet Propulsion Laboratory (JPL)
PNAS
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