Integrità Cellulare Centenaria: La Visione dello Squalo della Groenlandia Mantenuta da Riparazione del DNA
Modificato da: Olga Samsonova
Nuove analisi scientifiche stanno ridefinendo la comprensione della fisiologia dello Squalo della Groenlandia (*Somniosus microcephalus*), il vertebrato con la più lunga aspettativa di vita nota, rivelando che il suo apparato visivo rimane pienamente operativo nonostante l'età estrema. Questa scoperta smentisce le precedenti ipotesi che consideravano questi abitanti delle profondità quasi ciechi, una convinzione alimentata dalla frequente presenza di parassiti corneali che possono ostruire la vista. La ricerca, pubblicata sulla rivista *Nature Communications*, ha esaminato campioni oculari di esemplari la cui età è stata stimata superare il secolo, con alcune datazioni al radiocarbonio sul tessuto oculare che suggeriscono una vita prossima ai 400 anni.
L'analisi molecolare ha evidenziato una struttura retinica costituita esclusivamente da bastoncelli, una configurazione evolutiva ottimizzata per catturare la scarsa luce blu che caratterizza il loro habitat abissale, tipicamente tra i 200 e i 600 metri di profondità, sebbene possano essere localizzati fino a 2.200 metri. La rodopsina, proteina essenziale per la visione scotopica, è risultata calibrata sulla lunghezza d'onda di 458 nanometri, garantendo la massima efficienza luminosa in condizioni di scarsa illuminazione. È risultato cruciale che i test molecolari non abbiano rilevato alcun segno di degenerazione retinica o di morte cellulare programmata, persino negli esemplari più anziani esaminati dal team di ricerca.
I ricercatori attribuiscono questa straordinaria conservazione funzionale a meccanismi di riparazione del DNA eccezionalmente robusti, che preservano l'integrità dei tessuti retinici per secoli. Nello specifico, è stata riscontrata una robusta espressione di geni correlati alla riparazione del DNA, come i componenti del complesso ERCC1-XPF, noti per proteggere dalla degenerazione retinica in altre specie. Questa capacità di correggere i danni cellulari prima che si accumulino è considerata un meccanismo chiave che consente a questi animali di contrastare il naturale decadimento osservato nelle retine dei vertebrati, inclusi gli esseri umani, che subiscono una progressiva perdita di fotorecettori con l'avanzare dell'età.
Lo studio è stato condotto da un consorzio internazionale che include la Professoressa Associata Dorota Skowronska-Krawczyk dell'UC Irvine e ricercatori dell'Università di Basilea, tra cui Walter Salzburger e Lily G. Fogg. L'interesse iniziale per la visione dello squalo è sorto dall'osservazione di video subacquei in cui gli animali manifestavano movimenti oculari coerenti con una percezione attiva della luce, un comportamento privo di senso evolutivo in una specie funzionalmente cieca. Gli esemplari analizzati sono stati raccolti tra il 2020 e il 2024 al largo dell'Isola di Disko, in Groenlandia.
Questa scoperta ha implicazioni che vanno oltre la biologia marina, offrendo prospettive per l'oftalmologia umana. Comprendere come lo *Somniosus microcephalus* riesca a mantenere la funzionalità neuronale per periodi così estesi potrebbe fornire indizi fondamentali per lo sviluppo di terapie innovative contro patologie oculari legate all'invecchiamento, come il glaucoma e la degenerazione maculare. Il sequenziamento del genoma di questa specie, che è il doppio di quello umano con 6,5 miliardi di coppie di basi, aveva già rivelato alterazioni nella proteina p53, potenziandone la funzione protettiva contro il cancro, un altro fattore che contribuisce alla sua eccezionale longevità. La ricerca continua a illuminare i meccanismi molecolari della longevità estrema, fornendo un modello biologico unico per la salute dei tessuti a lungo termine.
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Fonti
ScienceAlert
Oxu.Az
NOAA
UC Irvine News
Popular Science
ScienceAlert
Resilience to cardiac aging in Greenland shark Somniosus microcephalus
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