Reintroduzione del Bisonte Americano Rimodella gli Ecosistemi del Nord del Messico

Modificato da: Olga Samsonova

La reintroduzione del bisonte americano all'interno della Riserva della Biosfera di Janos, in Messico, illustra l'impatto ecologico trasformativo che i grandi erbivori possono esercitare sugli ambienti di prateria. Il progetto è iniziato formalmente nel 2009 con la donazione di 23 esemplari provenienti dal South Dakota presso il Rancho El Uno. Entro il 2018, la popolazione aveva superato le aspettative, contando quasi 500 individui e stabilendo un modello di conservazione replicabile.

Manuel Alejandro Quintana Chávez, direttore della riserva, sottolinea che il successo si misura nel ripristino dell'equilibrio ecologico, un concetto fondamentale per la gestione del pascolo. Il bisonte è riconosciuto come un "ingegnere dell'ecosistema" per il suo ruolo attivo nel modellare il paesaggio del deserto di Chihuahua. Il movimento in mandria provoca la rottura del suolo, facilitando l'infiltrazione dell'acqua piovana e la dispersione di semi, elementi cruciali per la rigenerazione naturale delle aree degradate. Il pascolo selettivo mantiene inoltre l'erba ad un'altezza ottimale, favorendo la sopravvivenza di specie associate come il cane della prateria.

Il successo ottenuto a Janos, Chihuahua, ha catalizzato l'espansione del programma verso altre entità statali. A partire dal 2019, nuove popolazioni sono state istituite in Coahuila e Sonora, consolidando quattro mandrie di conservazione distinte attraverso diversi stati messicani. Nello specifico, nel 2019, 19 bisonti furono trasferiti dal Rancho El Uno alle riserve di Coahuila in un'operazione coordinata tra la CONANP, la SEMARNAT, CEMEX, AES México e il Fondo Mexicano per la Conservazione della Natura (FMCN).

Un'applicazione diretta di questo modello è avvenuta nella Riserva Ecologica El Santuario, gestita dalla Fundación Pro Cuatro Ciénegas a Coahuila. Qui, una nuova mandria di 44 esemplari provenienti dal Rancho El Uno è stata rilasciata il 26 novembre 2025, segnando il ritorno del bisonte in Coahuila dopo oltre due secoli di assenza. Gerardo Ruiz Smith, direttore della fondazione, ha descritto l'evento come un modello di restauro ecologico, culturale ed economico, mirando a ricostruire l'equilibrio perduto circa 200 anni fa. La riserva El Santuario copre 3.700 ettari ed è considerata un sito prioritario per la rigenerazione del deserto.

Il progetto di reintroduzione messicano, sostenuto da organizzazioni come la Cuenca de Los Ojos, A.C. (CLO) per la gestione del Rancho El Uno, è fondamentale per il recupero della specie su scala continentale. Il bisonte americano, il mammifero terrestre più grande del continente, era stato estirpato dal Messico nella seconda metà del XIX secolo a causa della caccia e della perdita di pascoli, riducendo la popolazione continentale da 30 milioni a circa 1.000 individui entro il 1880. Nonostante i progressi, la conservazione a lungo termine affronta sfide persistenti come la frammentazione dell'habitat e la necessità di sviluppare modelli economici sostenibili. Inoltre, la situazione a Janos evidenzia la complessa interazione tra conservazione e sicurezza, data la persistenza di attività illecite che complicano il monitoraggio degli animali e la sicurezza del personale.

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Fonti

  • Diario Cambio 22 - Península Libre

  • Dossier Político

  • Expansión Política

  • Milenio

  • Excélsior

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