Trump e Xi Discutono Iran, Commercio e Taiwan in Colloquio Telefonico

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Il 4 febbraio 2026, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il Presidente cinese Xi Jinping hanno tenuto una conversazione telefonica incentrata su tre aree critiche: la situazione in Iran, le controversie commerciali bilaterali e la questione della sovranità di Taiwan. Il dialogo si è svolto in un contesto geopolitico complesso, accentuato dalla crescente pressione di Washington su Teheran e dalla recente scadenza del trattato di controllo degli armamenti nucleari New START tra Stati Uniti e Russia, avvenuta il giorno successivo, il 5 febbraio 2026.

Durante la chiamata, il Presidente Trump ha sollecitato Pechino a intensificare l'isolamento della Repubblica Islamica in risposta alle sue recenti azioni, in particolare dopo la repressione delle proteste nazionali iraniane nel mese precedente. L'amministrazione Trump ha contemporaneamente intensificato la sua strategia coercitiva contro l'Iran, minacciando l'imposizione di una tassa del 25% sulle importazioni provenienti da nazioni che mantengono scambi commerciali con Teheran. Nonostante le sanzioni, i dati dell'Organizzazione Mondiale del Commercio indicano che l'Iran ha registrato un volume commerciale internazionale di circa 32 miliardi di dollari con la Cina nel 2024. In seguito alla conversazione, l'Inviato Speciale Steve Witkoff è stato impegnato in colloqui con funzionari iraniani.

Un elemento di frizione è emerso nelle comunicazioni successive al colloquio. Il Presidente Trump ha confermato la sua intenzione di visitare Pechino nell'aprile del 2026, definendo la sua relazione personale con il Presidente Xi come "estremamente buona". Tuttavia, il comunicato ufficiale cinese ha omesso qualsiasi riferimento a tale visita, concentrandosi sulle opportunità dei futuri vertici. Sul fronte di Taiwan, la Repubblica Popolare Cinese ha ribadito la sua posizione intransigente, con il Presidente Xi che ha definito la questione la più importante nelle relazioni bilaterali e ha esortato Washington a esercitare estrema cautela nelle vendite di armi all'isola.

Le dinamiche commerciali rimangono un punto di tensione persistente, nonostante la tregua di un anno raggiunta nel novembre 2025, che aveva sospeso le tariffe reciproche. Tale accordo includeva l'impegno di Pechino ad acquistare 25 milioni di tonnellate metriche di soia all'anno fino al 2028 e un maggiore controllo sui precursori del Fentanyl. Parallelamente, il rischio geopolitico sta rimodellando la pianificazione aziendale, con gli Stati Uniti che hanno lanciato il "Project Vault" da 12 miliardi di dollari per creare una riserva strategica di minerali delle terre rare, mirando a contrastare la posizione dominante della Cina nella loro lavorazione. Il Presidente Trump ha menzionato la revisione degli acquisti di petrolio USA da parte della Cina e la consegna di motori aeronautici come argomenti commerciali trattati.

Il contesto più ampio del dialogo è segnato dalla fine del trattato New START il 5 febbraio 2026, che limitava gli arsenali nucleari strategici di Stati Uniti e Russia. Il Presidente Trump aveva espresso interesse a negoziare un nuovo accordo che includesse la Cina, una prospettiva che Pechino ha finora osteggiato. Il Presidente Trump ha espresso l'aspettativa di "molti risultati positivi" nei prossimi tre anni della sua presidenza, mentre la contemporanea conversazione del Presidente Xi con il Presidente russo Vladimir Putin evidenzia la gestione parallela delle crisi di sicurezza da parte di Mosca e Pechino.

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Fonti

  • cnbctv18.com

  • SIPRI

  • News4JAX

  • CTV News

  • The Economic Times

  • Brasil de Fato

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