Nono Giorno di Stallo: Il Blocco USA Minaccia gli Stipendi Militari, Scontro su Crediti ACA

Modificato da: Tatyana Hurynovich

Il blocco parziale dell'esecutivo degli Stati Uniti è giunto al suo nono giorno a partire dal 9 ottobre 2025, prolungando una paralisi politica alimentata da profonde divergenze al Senato. La situazione si è irrigidita poiché i Senatori Democratici, sotto la guida di Chuck Schumer, continuano a opporsi alle risoluzioni di finanziamento proposte dai Repubblicani. La loro condizione per sbloccare i fondi è l'inclusione di negoziati sull'estensione dei crediti d'imposta per l'Affordable Care Act (ACA), che altrimenti scadranno a fine anno, con il rischio di un aumento dei premi assicurativi per milioni di cittadini.

Questo stallo procedurale si scontra con una scadenza critica fissata per il 13 ottobre, data oltre la quale il personale militare rischia di non ricevere il primo stipendio previsto. I Repubblicani, al contrario, sostengono che il finanziamento del governo debba essere ripristinato immediatamente, relegando le discussioni sanitarie a un momento successivo. Il Senatore John Thune, leader di maggioranza Repubblicano, ha ribadito che la Camera aveva già approvato una risoluzione di finanziamento "pulita" valida fino al 21 novembre, pronta per la firma presidenziale, accusando i Democratici di bloccarla per ragioni di parte. Si registra una marcata assenza di dialogo diretto tra i vertici politici.

Le conseguenze dell'inerzia si estendono oltre il personale militare, i cui stipendi sono a rischio immediato, poiché anche gli stipendi del personale del Senato sono minacciati per il 20 ottobre. Questo blocco, il terzo sotto l'amministrazione del Presidente Donald Trump, ha già causato la cassa integrazione di circa 900.000 dipendenti federali, con altri 700.000 che lavorano senza retribuzione. Sebbene agenzie essenziali come la Sicurezza Sociale continuino a operare, la sospensione di programmi come la NNSA del Dipartimento dell'Energia segnala un impatto crescente sull'apparato statale.

Nonostante la rigidità reciproca, si registrano colloqui informali tra figure come i Senatori Jeanne Shaheen (D-N.H.) e Mike Rounds (R-S.D.), sebbene non abbiano ancora prodotto negoziati formali. Il Senatore Chris Murphy (D-Conn.) ha suggerito che i Repubblicani temono le ripercussioni degli aumenti dei premi sanitari, mentre il Senatore Thom Tillis (R-N.C.) ha esortato i Democratici a votare per riaprire il governo, permettendo poi l'avvio delle discussioni. L'attenzione è ora focalizzata sulla possibilità che il Senato annulli la pausa programmata per il 13 ottobre, un passo necessario per sbloccare un accordo e ripristinare la piena funzionalità governativa.

Fonti

  • Fox News

  • Fox News

  • Newsweek

  • Al Jazeera

  • DLA Piper

  • DLA Piper

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