L'8 agosto 2025 è stata una giornata storica per il mercato azionario giapponese, con l'indice Topix che ha superato la soglia dei 3.000 punti per la prima volta, chiudendo a un massimo record di 3.028,44, con un guadagno dell'1,3%. L'indice Nikkei ha registrato un aumento dell'1,6%, raggiungendo i 41.739,23, il livello più alto dal 25 luglio. Questa eccezionale performance è stata guidata dalla solida redditività del SoftBank Group, alimentata dai suoi significativi investimenti nel campo dell'intelligenza artificiale, e da un sentimento di mercato generalmente positivo, influenzato anche dalle aspettative di potenziali aggiustamenti tariffari da parte degli Stati Uniti sui beni giapponesi.
Il SoftBank Group ha riportato un utile netto di 421,8 miliardi di yen (circa 2,87 miliardi di dollari) per il trimestre aprile-giugno, segnando un netto miglioramento rispetto alla perdita registrata nello stesso periodo dell'anno precedente. Questa ripresa è stata attribuita in gran parte ai suoi massicci investimenti strategici nell'intelligenza artificiale, tra cui un impegno di 30 miliardi di dollari verso OpenAI e il suo ruolo nel progetto Stargate, un'iniziativa da 500 miliardi di dollari per la costruzione di un'infrastruttura di data center su larga scala. Questi investimenti hanno rafforzato la posizione di SoftBank nel settore tecnologico, portando le sue azioni a guadagnare oltre il 13% e a raggiungere un nuovo massimo storico di 14.205 yen. Gli analisti hanno evidenziato la qualità del portafoglio diversificato di SoftBank e la sua capacità di capitalizzare sulle tendenze secolari legate all'intelligenza artificiale. Il valore dei Vision Funds della società è aumentato di 4,8 miliardi di dollari nel trimestre giugno, il maggiore dal 2021. Inoltre, le prospettive di un allineamento tariffario più favorevole tra Stati Uniti e Giappone hanno contribuito a un clima di mercato positivo, con l'aspettativa che gli Stati Uniti possano moderare le proprie tariffe sui beni giapponesi, alimentando l'ottimismo tra gli esportatori giapponesi. In contrasto, altri mercati asiatici come Hong Kong, Cina e Australia hanno registrato cali, evidenziando la forza relativa del mercato giapponese.