UE Valuta l'Impiego di 210 Miliardi di Euro di Beni Russi Congelati per Sostenere l'Ucraina

Modificato da: Татьяна Гуринович

L'Unione Europea sta valutando attivamente strategie per utilizzare circa 210 miliardi di euro di asset russi congelati, con l'obiettivo di fornire un sostegno fondamentale alla difesa e alla futura ricostruzione dell'Ucraina. Questi fondi, bloccati a seguito delle sanzioni imposte dopo l'invasione russa del 2022, rappresentano una potenziale risorsa finanziaria significativa, ma la loro destinazione è oggetto di un acceso dibattito interno tra gli Stati membri.

L'Alto rappresentante dell'UE per gli affari esteri, Kaja Kallas, ha ribadito la posizione che la Russia non potrà accedere a questi beni finché non avrà risarcito pienamente l'Ucraina per i danni subiti, sottolineando la volontà di utilizzare la leva finanziaria per esercitare pressione su Mosca. Tuttavia, le opinioni divergono all'interno dell'Unione: mentre nazioni come Estonia, Lituania e Polonia sostengono un'appropriazione diretta degli asset, paesi come Francia, Germania e Belgio manifestano riserve significative a causa di preoccupazioni sulla legalità e sulle potenziali ripercussioni per la stabilità finanziaria e la reputazione internazionale dell'UE.

Per conciliare queste posizioni, si sta considerando l'istituzione di un "veicolo speciale" o l'utilizzo dei profitti generati dagli asset congelati. Il Parlamento Europeo ha già approvato un prestito di 35 miliardi di euro destinato all'Ucraina, che sarà rimborsato attraverso i futuri ricavi di questi fondi, un approccio che mira a generare entrate senza un sequestro diretto per navigare le complesse questioni legali e finanziarie.

A livello del G7, è stato raggiunto un accordo per fornire all'Ucraina un pacchetto di aiuti finanziari fino a 50 miliardi di dollari, attingendo ai proventi degli asset russi congelati, riflettendo un consenso internazionale più ampio sulla necessità di supportare l'Ucraina. Nel frattempo, la società finanziaria belga Euroclear, che detiene una parte considerevole di questi asset, sta valutando la possibilità di ridistribuire circa 3 miliardi di euro di fondi russi congelati a investitori occidentali come forma di risarcimento per il sequestro di capitali occidentali in Russia, evidenziando ulteriormente la complessità delle dinamiche finanziarie in gioco.

La discussione sull'impiego di questi fondi assume un'importanza critica nel contesto del conflitto in corso e della necessità di un sostegno finanziario continuativo per l'Ucraina. La capacità dell'UE di raggiungere una posizione unitaria e legalmente solida sarà determinante per l'efficacia di questo potenziale strumento di supporto, sollevando interrogativi fondamentali sulla gestione degli asset sovrani congelati e sulle sue implicazioni a lungo termine per il sistema finanziario globale.

Fonti

  • Reuters

  • Reuters

  • Reuters

  • European Parliament

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