Divisioni nell'UE sui Sanzionamenti a Israele nel Contesto della Crisi di Gaza

Modificato da: Татьяна Гуринович

I ministri degli Esteri dell'Unione Europea si sono riuniti a Copenaghen, in Danimarca, il 30 agosto 2025, per discutere le potenziali azioni da intraprendere nei confronti di Israele in relazione all'escalation del conflitto a Gaza. L'incontro ha evidenziato profonde divergenze tra gli Stati membri riguardo alla risposta più appropriata, con un dibattito acceso sulla proposta di sospendere i finanziamenti dell'UE alle startup israeliane.

L'Alto Rappresentante per la Politica Estera dell'UE, Kaja Kallas, ha espresso scetticismo sulla possibilità di raggiungere un accordo, dichiarando: "Non sono molto ottimista e oggi sicuramente non adotteremo decisioni". Questa affermazione sottolinea la difficoltà nel raggiungere un consenso unanime, un ostacolo che mina la capacità dell'UE di presentarsi come attore geopolitico coeso. La situazione umanitaria a Gaza è stata descritta come disperata, con le Nazioni Unite che hanno segnalato l'insorgere della fame.

La Spagna, attraverso il suo Ministro degli Esteri José Manuel Albares, ha presentato un piano ambizioso volto a contrastare la carestia e a esercitare una maggiore pressione su Israele. La proposta spagnola include misure concrete come la cessazione delle forniture di armi a Israele e il rafforzamento del sostegno finanziario all'Autorità Palestinese per prevenirne il collasso economico. Tuttavia, l'UE rimane divisa: mentre nazioni come Francia, Spagna, Irlanda e Paesi Bassi sostengono la restrizione dell'accesso israeliano ai programmi di ricerca europei, paesi come Germania e Italia hanno mostrato riluttanza.

La Germania, in particolare, ha espresso scetticismo sull'efficacia delle sanzioni proposte, suggerendo che potrebbero non avere un impatto significativo sulle decisioni politiche e militari di Israele, pur confermando la propria intenzione di limitare le forniture di armi. L'Italia, insieme alla Germania, rappresenta un blocco significativo nella potenziale approvazione di tali misure. La proposta di sospendere i finanziamenti alle startup israeliane, considerata una misura iniziale e relativamente moderata, non ha ancora ottenuto il sostegno necessario per essere approvata.

Lo stallo evidenzia la complessa rete di interessi economici e legami diplomatici che caratterizzano le relazioni tra gli Stati membri dell'UE e Israele. La situazione a Gaza, con oltre mezzo milione di persone che affrontano la fame e un numero crescente di bambini a rischio di malnutrizione acuta, come evidenziato dai rapporti dell'IPC (Integrated Food Security Phase Classification), rende ancora più pressante la necessità di un'azione congiunta. La divisione interna all'UE non solo indebolisce la sua influenza diplomatica, ma solleva anche interrogativi sulla sua capacità di agire in modo deciso di fronte a crisi umanitarie di vasta portata.

Mentre alcuni Stati membri premono per misure più incisive, altri privilegiano il mantenimento del dialogo, creando un quadro di incertezza e inazione che contrasta con l'urgenza della situazione sul terreno. La discussione a Copenaghen ha quindi rappresentato un momento cruciale per la politica estera europea, evidenziando la necessità di trovare un terreno comune per affrontare le sfide globali con maggiore coesione e determinazione.

Fonti

  • Al Jazeera Online

  • EU ministers to face Gaza divisions in Copenhagen

  • Albares presentará a la UE un plan para detener la hambruna en Gaza y aumentar las sanciones contra Israel

  • Albares propondrá a la UE un plan para detener la hambruna en Gaza y adoptar más sanciones contra Israel

  • EU top diplomat 'not optimistic' on sanctioning Israel

  • EU states meet to discuss measures against Israel over Gaza war

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