Dibattito Ontologico sulla Funzione d'Onda nella Fisica tra il 2025 e il 2026
Modificato da: Irena I
Il panorama della fisica teorica e della filosofia della scienza è animato da un acceso confronto riguardo lo status ontologico della funzione d'onda, elemento cardine della meccanica quantistica. Questa discussione concettuale, che coinvolge comunità accademiche e centri di ricerca, si concentra sulla natura fondamentale della realtà descritta dalla teoria quantistica. Al centro vi è la questione se la funzione d'onda debba essere considerata una rappresentazione della realtà fisica oggettiva o se, al contrario, essa costituisca un mero costrutto matematico, uno strumento euristico per facilitare i calcoli predittivi.
Le discussioni più recenti, collocate nel periodo tra il 2025 e il 2026, rivelano una profonda spaccatura interpretativa. Sondaggi condotti nel 2025 hanno indicato che una minoranza significativa, circa il 36% dei fisici interrogati, sostiene che la funzione d'onda sia un'entità fisica reale. Parallelamente, una porzione maggiore, attestatasi al 47%, la considera unicamente un ausilio al calcolo, una posizione che riflette l'interpretazione strumentalista storicamente associata a Max Born, il quale riteneva che la funzione d'onda (psi) servisse solo a calcolare la probabilità di trovare una particella in un dato punto dello spazio, suscitando la contrarietà di Schrödinger.
Figure di spicco alimentano questa controversia con posizioni nettamente delineate. Il fisico teorico Sean Carroll sostiene apertamente la visione dell'onticismo, affermando che la funzione d'onda descrive la realtà stessa come entità fondamentale, una posizione allineata con l'Interpretazione a Molti Mondi di Hugh Everett III, da lui sostenuta. Everett, già negli anni Cinquanta del secolo scorso, aveva proposto una formulazione che elimina il collasso della funzione d'onda postulando l'esistenza di molteplici realtà parallele e irraggiungibili. Al polo opposto si collocano filosofi come Raoni Arroyo e Jonas R. Becker Arenhart, i quali argomentano che le tesi a favore del realismo della funzione d'onda non dimostrano la sua realtà oggettiva, limitandosi a evidenziarne l'utilità teorica.
Questa dicotomia solleva interrogativi fondamentali sul requisito di verità di una teoria scientifica di successo rispetto alla realtà ontologica dei suoi elementi formali. La rilevanza attuale di questo scontro filosofico è amplificata dal fatto che il 2025 è stato proclamato dalle Nazioni Unite come Anno Internazionale della Scienza e della Tecnologia Quantistica (IYQ2025), un'iniziativa per aumentare la consapevolezza pubblica sull'importanza di queste teorie, le cui radici risalgono al 1925 con l'articolo di Heisenberg sulla reinterpretazione delle relazioni cinematiche e meccaniche. Inoltre, il recente Premio Nobel per la Fisica 2025, assegnato a John Clarke, Michel Devoret e John Martinis per la dimostrazione del tunneling quantistico macroscopico e della quantizzazione dell'energia in circuiti elettrici, sottolinea come concetti quantistici stiano manifestandosi su scala osservabile.
Storicamente, il dibattito affonda le radici nelle discussioni tra i fautori dell'Interpretazione di Copenaghen, perfezionata da Niels Bohr e Werner Heisenberg, e coloro che cercavano una descrizione deterministica, come la Teoria dell'Onda Pilota di Louis de Broglie, poi sviluppata da David Bohm nel 1952. Le scoperte che hanno aperto la strada ai computer quantistici, pur basate su fenomeni osservati sperimentalmente già negli anni Ottanta, evidenziano la capacità della meccanica quantistica di descrivere la realtà in modi che sfidano il senso comune, rafforzando la necessità di chiarire lo status ontologico dei suoi strumenti matematici fondamentali.
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Fonti
Notiulti
IAI TV
Nature
arXiv
Sean Carroll
Science News
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