La Dinamica dell'Informazione Riconfigura il Tempo e la Gravità nel 2026
Modificato da: Irena I
Il paradigma consolidato del tempo che fluisce inesorabilmente dal passato verso il futuro è attualmente oggetto di una profonda revisione nella fisica teorica, in particolare nel contesto degli sforzi volti a realizzare una teoria unificata della Relatività Generale e della Meccanica Quantistica. Questa tensione concettuale, nota come il 'problema del tempo', emerge dalla natura intrinsecamente incompatibile delle due strutture: la Relatività Generale di Einstein incorpora il tempo all'interno di uno spaziotempo elastico e dinamico, mentre la Meccanica Quantistica lo tratta come un parametro di sfondo esterno e assoluto.
Una linea di ricerca emergente, che ha guadagnato slancio nel 2026, postula che la dinamica dell'informazione fisica stia superando il tradizionale legame tra entropia e la direzione temporale. Questa prospettiva radicale suggerisce che la gravità stessa possa emergere da processi statistici legati all'informazione, e che lo spaziotempo possa essere una costruzione emergente, composta da elementi discreti che fisicamente registrano le interazioni quantistiche avvenute.
Le più recenti scoperte del 2026 indicano che la geometria dello spaziotempo si curva in funzione della distribuzione dell'informazione quantistica, con un'enfasi particolare sul fenomeno dell'entanglement, e non solo in base alla massa e all'energia. L'entanglement, descritto da Einstein come 'azione fantasma a distanza', è un legame quantistico profondo tra particelle distanti. In questa nuova cornice, l'ordine temporale emerge direttamente da questa impronta informativa irreversibile: il tempo è, in sostanza, il registro cumulativo di ciò che è accaduto.
Questa riconfigurazione concettuale offre anche una potenziale spiegazione per l'anomalia gravitazionale attribuita alla materia oscura. Alcuni modelli alternativi propongono che la materia oscura non sia una particella invisibile, ma piuttosto un effetto emergente di un campo informativo sottostante che modula la gravità su larga scala. Secondo questa ipotesi, gli accumuli di impronte informative nello spaziotempo aumenterebbero la gravità locale, spiegando le curve di rotazione galattiche senza postulare la presenza di particelle di materia oscura, che altrimenti costituirebbero circa il 27% della densità di energia totale dell'universo osservabile secondo i modelli standard.
La ricerca del 2026, inoltre, continua a mettere in discussione l'assunto della 'Materia Oscura Fredda' riguardo alla velocità delle particelle subito dopo il Big Bang. Il quadro informativo genera previsioni verificabili, come l'imprinting di informazione nello spaziotempo in prossimità dei buchi neri, influenzando la radiazione di Hawking. Parallelamente, esperimenti condotti in ambienti controllati, come quelli che utilizzano computer quantistici, stanno modellando come i limiti di archiviazione dell'informazione generino una freccia del tempo efficace. Questo approccio suggerisce che il tempo non sia una proprietà fondamentale, ma piuttosto una generazione interna dell'universo attraverso le sue dinamiche continue di auto-registrazione.
La ricerca di connessioni matematiche tra la Relatività Generale e la Meccanica Quantistica, come quelle individuate tra le equazioni di Matone e Dimakis, rafforza l'idea che la MQ non sia un principio indipendente ma sia legata alla geometria dello spaziotempo. La comprensione della qualità dei dati, inclusa la loro tempestività e accuratezza, è fondamentale in questi processi di analisi e modellazione.
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Fonti
Space.com
The Emergence of Time from Quantum Information Dynamics
Emergent Time: A New Paradigm - Bitcoin - DePIN - Climate
Physicists Challenge Long-Held Assumptions about Nature of Dark Matter | Sci.News
Dark matter could be masquerading as a black hole at the Milky Way's core | ScienceDaily
Time crystal emerges in acoustic tweezers - Physics World
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