Pioggia nera tossica cade su Teheran dopo che attacchi aerei hanno colpito siti petroliferi.
Pioggia Nera Tossica su Teheran Dopo Raid Israeliani a Depositi di Carburante
Modificato da: Tetiana Martynovska
La capitale iraniana, Teheran, è stata interessata l'8 marzo 2026 da precipitazioni anomale, caratterizzate da una pioggia di colore nero, in seguito ad attacchi sferrati il giorno precedente dalle forze israeliane contro infrastrutture petrolifere nella megalopoli. L'evento meteorologico ha innescato allarmi sanitari e ambientali tra i residenti della vasta area urbana, che conta quasi dieci milioni di abitanti. La Mezzaluna Rossa iraniana ha emesso avvisi esortando la cittadinanza a rimanere al coperto per mitigare l'esposizione ai contaminanti atmosferici.
Gli specialisti del settore attribuiscono questa pioggia inusuale all'interazione tra gli incendi di vaste proporzioni divampati nei depositi di carburante colpiti e un sistema meteorologico a bassa pressione sui cieli della città. Il portavoce del ministero iraniano, Esmail Baghaei, ha denunciato che gli attacchi mirati ai siti di stoccaggio hanno rilasciato nell'aria grandi quantità di materiali pericolosi e sostanze tossiche, compromettendo la salute dei civili e l'ambiente circostante. Tra i composti dispersi si annoverano idrocarburi, anidride solforosa e ossido di azoto, elementi che, combinandosi con l'acqua piovana, generano la pioggia acida.
Gli obiettivi militari degli attacchi, che hanno generato colonne di fumo nero visibili su tutta la capitale, includevano specificamente i depositi di Shahran e Aghdasieh, situati rispettivamente a nord-ovest e nord-est di Teheran, oltre a una raffineria meridionale e una struttura a Karaj, a ovest della città. L'Esercito di Israele ha rivendicato la paternità delle azioni, specificando che i siti erano utilizzati per rifornire le forze armate dei Guardiani della Rivoluzione. Il Ministero degli Esteri di Teheran ha etichettato l'azione come l'inizio di una "nuova fase pericolosa del conflitto" e un potenziale crimine di guerra.
Il meteorologo Giulio Betti, associato al Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e al Consorzio Lamma, ha chiarito che le precipitazioni tossiche derivano dalla condensazione del vapore acqueo attorno a nuclei inquinanti generati dagli incendi petroliferi, mentre ceneri e polveri sottili si depositano per gravità, aggravando il rischio respiratorio. Sebbene l'impatto climatico globale sia ritenuto marginale data la natura temporanea e localizzata delle emissioni, il peso dell'inquinamento sulla popolazione di Teheran, che include irritazione di occhi e pelle, rimane significativo. Le autorità sanitarie hanno raccomandato ai cittadini, specialmente quelli con preesistenti problemi respiratori, di utilizzare mascherine protettive per limitare l'inalazione di contaminanti atmosferici.
Queste operazioni rientrano in una più ampia matrice di logoramento ibrido, seguita agli scontri militari ad alta intensità iniziati il 28 febbraio 2026. La distruzione di depositi di carburante è un elemento chiave in una strategia volta a degradare la capacità logistica e militare di Teheran. Il contesto più ampio di questi raid sulle infrastrutture energetiche iraniane evidenzia una divergenza strategica con gli Stati Uniti, poiché l'entità degli attacchi avrebbe superato le aspettative di Washington, secondo quanto riportato da fonti come il New York Times.
Fonti
News18
Liberty Nation
MS NOW
Hindustan Times
FreshPlaza
Fruitnet
The Indian Express
Shreevali Agro®
The Guardian
CBS News
Trading Economics
CSIS
International Monetary Fund
CBS News
The Guardian
Anadolu Ajansı
The Times of Israel
Al Jazeera
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