Tendenze Genitoriali 2026: Equilibrio tra Iper-Intervento e Autonomia

Modificato da: Olga Samsonova

Specialisti nello sviluppo infantile nel corso del 2026 continuano a esaminare criticamente la pratica nota come "Genitorialità a Tosa", un modello caratterizzato da un coinvolgimento eccessivo volto a eliminare preventivamente ogni difficoltà o delusione dal percorso dei figli. Gli esperti di psicologia dello sviluppo ritengono che questo approccio, sebbene mosso da buone intenzioni, ostacoli lo sviluppo di competenze fondamentali quali la risoluzione dei problemi, il senso di responsabilità e la resilienza emotiva.

La dottoressa Tamara Glen Soles, fondatrice del Secure Child Centre for Families and Children, ha specificato che l'intervento genitoriale è appropriato solo quando le scelte del bambino non comportano pericolo o violazione dei diritti altrui, citando come esempio la semplice omissione di uno spuntino. L'intervento costante, secondo numerosi consulenti psicologici, comunica implicitamente al bambino l'incapacità di affrontare le sfide in autonomia. La ricerca suggerisce che i minori cresciuti sotto una supervisione eccessivamente protettiva manifestano spesso maggiori difficoltà nella gestione dello stress e un incremento dei livelli di ansia durante l'adolescenza e l'età adulta.

La vera autostima si consolida attraverso la capacità di superare ostacoli appropriati all'età, piuttosto che tramite la risoluzione sistematica di ogni inconveniente da parte dei genitori. In netto contrasto, il pedagogista Daniele Novara ha criticato aspramente gli approcci che lasciano i figli sbagliare da soli, definendoli una "emerita stupidaggine" e una parodia del cognitivismo priva di fondamento scientifico, poiché i bambini sotto i 10-11 anni non possiedono il senso delle conseguenze se non a livello strettamente pratico.

In reazione a tale eccesso di controllo, le tendenze genitoriali nel 2026 mostrano un marcato spostamento dai modelli di estrema permissività, con discussioni che vertono su approcci più rigorosi come FAFO (Fuck Around and Find Out), inteso come contrappeso agli stili recenti di "Genitorialità Gentile". Sebbene i sostenitori del metodo FAFO vedano in esso uno stimolo all'autonomia incoraggiando i figli a "fare sciocchezze e pagarne il prezzo", critici come Novara lo considerano un rischio di esporre i bambini a disagi non necessari, in assenza del quadro filosofico di riferimento di pedagogie libertarie autentiche come quella di Montessori.

Le direzioni positive emergenti privilegiano la "Genitorialità Ibrida", che mira a fondere elementi efficaci di diversi stili. Questo approccio pone un forte accento sulla limitazione dell'uso della tecnologia, sia per gli adulti che per i minori, e dà priorità allo sviluppo dell'intelligenza emotiva rispetto alla mera gestione del comportamento. L'intelligenza emotiva, definita da Daniel Goleman come l'insieme di competenze per riconoscere, gestire e utilizzare le proprie emozioni e quelle altrui, è fondamentale per il benessere e l'adattamento. Gli studi indicano che gli stili genitoriali influenzano direttamente questo sviluppo; i figli di genitori autorevoli, che esercitano controllo ma sono affettuosi e comunicativi, tendono a mostrare punteggi migliori in resilienza e adattamento rispetto ad altri stili. Gli esperti sottolineano l'imperativo per i genitori di abbandonare il perfezionismo e abbracciare aspettative più realistiche, riconoscendo che la qualità del tempo dedicato e la competenza emotiva del genitore sono cruciali per guidare i figli attraverso le complessità emotive e relazionali contemporanee.

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Fonti

  • Sabah

  • Sabah

  • Hürriyet Haberler

  • SavvyMom

  • HTHayat

  • Hürriyet Haberler

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