Gelosia Amicale: Insicurezze Personali e Necessità di Autostima

Modificato da: Olga Samsonova

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Un'analisi psicologica approfondita indica che le intense reazioni emotive negative, in particolare la gelosia manifestata verso il successo di un amico, affondano le radici in carenze preesistenti di autostima piuttosto che in problematiche intrinseche al legame amicale. Questo fenomeno, che può assumere la forma di invidia o risentimento, è un meccanismo emotivo diffuso la cui gestione è cruciale per la stabilità del rapporto interpersonale.

Il quadro clinico è stato illustrato dal turbamento di una lettrice che percepiva inadeguatezza di fronte ai progressi di carriera e alla nuova relazione sentimentale di una sua amica di lunga data. L'esperto consultato ha chiarito che la vulnerabilità a tali sentimenti emerge quando l'individuo pone una dipendenza eccessiva dall'amico per la propria convalida esterna, interpretando le emozioni negative come segnali di bisogni personali insoddisfatti. La gelosia, in questo contesto, si alimenta del confronto tra la propria realtà percepita come stagnante e il successo oggettivo dell'altro.

Il nucleo della questione risiede spesso in una carenza di soddisfazione personale, sia in ambito professionale che esistenziale, che spinge l'individuo a misurare il proprio valore contro le conquiste altrui. La psicologa Valeria Sabater sottolinea come, sebbene la gelosia sia un'emozione umana normale, agire su di essa in modo aggressivo o tramite ritiro sociale possa erodere il tessuto dell'amicizia. A differenza delle manifestazioni adolescenziali di possessività, nell'età adulta la gelosia persistente è sintomo di insicurezza e di una paura latente di abbandono.

Per affrontare efficacemente questa dinamica, l'orientamento terapeutico suggerisce un deciso reindirizzamento del focus verso le proprie ambizioni personali. Ciò implica l'impegno attivo nel perseguire nuove competenze, dedicarsi a interessi personali o cercare una realizzazione intrinseca al di fuori della sfera relazionale. La letteratura psicologica evidenzia che rafforzare l'autostima è un deterrente primario contro la gelosia, poiché la percezione di non valere abbastanza alimenta cicli viziosi di insicurezza.

Il principio cardine è l'adozione dell'auto-compassione e la comprensione che un legame genuino supporta la crescita reciproca, non una competizione costante. La dottrina suggerisce che l'invidia positiva, o ammirazione, può fungere da catalizzatore per il successo personale, con il mantra: “se lui ci è riuscito, posso riuscirci anche io”. L'allontanamento dall'amico è giustificato solo se il successo di quest'ultimo provoca un dolore persistente e opprimente, o se la relazione stessa incoraggia comportamenti negativi e di controllo. La gestione della gelosia richiede, in sintesi, un lavoro interiore sull'affermazione di sé al di fuori della relazione.

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Fonti

  • Marie Claire

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