Dimissioni Rappresentante ONU su Presunta Cospirazione Nucleare Iraniana
Modificato da: Aleksandr Lytviak
Il 27 marzo 2026, Mohamad Safa, Rappresentante Principale dell'Associazione Patriotic Vision (PVA) presso le Nazioni Unite, ha annunciato la sospensione delle sue funzioni, motivando la decisione con l'accusa di un occultamento sistemico all'interno dell'apparato ONU. Safa, che ha ricoperto un ruolo presso l'ONG con status consultivo speciale presso l'ECOSOC per quasi dodici anni, ha reso nota la sua posizione tramite la piattaforma X e una comunicazione agli Stati membri, denunciando presunte manovre illecite.
L'ex rappresentante ha focalizzato le sue accuse su alti funzionari ONU e diplomatici influenti, sostenendo che agissero per conto di una "lobby potente" con l'obiettivo di fabbricare o esacerbare narrazioni relative a una minaccia nucleare iraniana imminente. Secondo Safa, questa campagna di disinformazione sarebbe stata orchestrata all'inizio del 2026, utilizzando i media globali e gli algoritmi dei social media per orientare il consenso degli Stati membri verso una potenziale escalation bellica regionale. La sua decisione di dimettersi è stata maturata dopo aver osservato, già dal 2023, l'azione di figure di alto livello in funzione di tale lobby esterna.
La PVA, che mantiene uffici a New York, Ginevra e Vienna, luoghi dove si sarebbero concentrate le presunte attività di occultamento, ha visto il suo rappresentante denunciare di aver subito minacce di morte e ritorsioni finanziarie dopo aver espresso una "prospettiva differente" in seguito agli eventi di Hamas nell'ottobre 2023. Safa ha dichiarato di non poter "in buona coscienza essere parte o testimone di questo crimine contro l'umanità", richiamando l'attenzione sul fatto che Teheran è una metropoli con quasi 10 milioni di abitanti.
Il contesto di queste affermazioni è segnato da crescenti ostilità tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran. In questo clima, l'ex Direttore Generale dell'AIEA, Mohamed ElBaradei, pur auspicando il contrario, ha dichiarato di non poter escludere "al cento per cento" l'uso di armi nucleari contro l'Iran, sebbene in passato avesse sostenuto che l'agenzia non possedesse prove concrete di un programma di armamento in corso a Teheran. Parallelamente, il portavoce della commissione per la sicurezza nazionale del parlamento iraniano, Ebrahim Rezaei, ha affermato che la permanenza dell'Iran nel Trattato di Non Proliferazione (NPT), di cui il Paese è firmatario dal 1970, "non ci ha portato alcun beneficio", mentre Israele non ha mai aderito al trattato.
Le preoccupazioni umanitarie sono state ulteriormente evidenziate dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). La Direttrice Regionale per il Mediterraneo Orientale, Dottoressa Hanan Balkhy, in carica dal 1° febbraio 2024, ha confermato che l'OMS si stava preparando per uno "scenario peggiore" in caso di incidente nucleare. Al 2 aprile 2026, le Nazioni Unite non avevano ancora rilasciato una replica ufficiale alle gravi accuse mosse da Safa, il quale ha lasciato intendere che non riprenderà le sue mansioni fino all'attuazione di un significativo processo di riforma delineato dal Segretario Generale ONU.
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Fonti
International Business Times UK
Middle East Eye
Roya News
The Wire
India.Com
Al Jazeera
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