Orwell: 2+2=5 di Raoul Peck: il nuovo documentario che intreccia la distopia con le crisi globali contemporanee

Modificato da: An goldy

Il nuovo documentario firmato dal regista Raoul Peck, intitolato "Orwell: 2+2=5", stabilisce un legame diretto e inquietante tra i moniti distopici di George Orwell e gli sconvolgimenti che caratterizzano il panorama mondiale odierno. La pellicola ha celebrato la sua prima mondiale il 17 maggio 2025, all'interno della prestigiosa sezione Cannes Premiere del Festival di Cannes. Peck, già acclamato per opere di grande impatto come "I Am Not Your Negro" (2016) e "Sterminateli tutti" (2021), ha scelto di integrare manoscritti privati dell'autore, interpretati dalla voce dell'attore Damian Lewis, con immagini crude e attuali dei conflitti e delle crisi del nostro tempo.

Originario di Haiti, Peck è stato profondamente influenzato dal percorso umano di Orwell, nato nell'India britannica, la cui esperienza personale ha forgiato una visione umanistica radicale e lucida. Il progetto cinematografico, la cui produzione è iniziata nel marzo 2023 con il pieno supporto della Orwell Estate, si addentra nell'analisi di concetti fondamentali come la Neolingua, il bipensiero e la figura del Grande Fratello, evidenziandone la persistente rilevanza nell'attuale scacchiere politico. Damian Lewis, celebre per le sue interpretazioni in serie di successo come "Homeland" e "Billions", presta la sua voce per ridare vita a lettere personali e diari privati, trasformando il film in un saggio cinematografico che la critica ha già definito come un'opera urgente e assolutamente indispensabile per comprendere l'epoca attuale.

Attraverso un montaggio meticoloso, Peck mette a confronto le osservazioni profetiche di Orwell con le tensioni geopolitiche contemporanee, tra cui i conflitti in corso in Ucraina e nella Striscia di Gaza, nonché con la retorica polarizzante di leader mondiali come Donald Trump e Vladimir Putin. Il documentario analizza criticamente i sistemi di sorveglianza totale e la manipolazione sistematica della verità operata attraverso l'eufemismo politico e l'intelligenza artificiale. Viene mostrato come le visioni contenute nel romanzo "1984", scritto nel 1949, stiano trovando una preoccupante attuazione nella realtà odierna. Orwell aveva avvertito che un mondo simile a un incubo distopico sarebbe potuto emergere, nonostante tali scenari apparissero quasi inconcepibili nel 1925.

L'opera, che ha ricevuto una candidatura per l'Oeil d'Or a Cannes e ha trionfato nelle categorie per la miglior musica e il miglior doppiaggio alla decima edizione dei Critics' Choice Documentary Awards, esplora come la menzogna imposta dal potere — simboleggiata dall'equazione "2+2=5" — venga utilizzata per garantire la sottomissione delle masse. Il distributore Neon ha lanciato il film negli Stati Uniti il 3 ottobre 2025, mentre l'uscita nelle sale francesi è programmata per il 25 febbraio 2026. Questo lavoro si configura come un fondamentale monito culturale, mettendo in luce il progressivo svuotamento di significato delle parole e della scienza in un mondo dominato dai cosiddetti "fatti alternativi".

In definitiva, il contributo di Raoul Peck non è solo una riflessione biografica su uno degli scrittori più influenti del XX secolo, ma un'analisi sociologica profonda sulla fragilità della democrazia. Utilizzando la potenza visiva del cinema, il regista invita il pubblico a riconoscere i segnali di autoritarismo che si nascondono dietro la tecnologia moderna e il linguaggio manipolato. La collaborazione con la Orwell Estate garantisce un'accuratezza storica che rende il documentario un documento d'archivio prezioso, capace di collegare il passato letterario alle sfide etiche del futuro prossimo.

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Fonti

  • Euronews English

  • DeWereldMorgen.be

  • Sortiraparis

  • Wikipedia

  • Deadline

  • CC/magazine

  • Repeating Islands

  • Euronews

  • American Cinematheque

  • Wikipedia

  • Palm Springs International Film Festival

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