La Danza Potenzia Plasticità Cerebrale e Benessere Emotivo, Sostiene la Ricerca

Modificato da: Olga Samsonova

La ricerca nel campo della Psicologia della Danza sta identificando il movimento ritmico come uno strumento efficace per potenziare le capacità cognitive e sostenere il benessere mentale. La pratica strutturata della danza richiede l'attivazione simultanea di molteplici aree cerebrali, un processo che stimola la neurogenesi, ovvero la formazione di nuove connessioni neurali, migliorando memoria e agilità mentale.

Studi, inclusi quelli condotti dai ricercatori dell'Albert Einstein College of Medicine di New York, hanno indicato che il ballo di gruppo può offrire benefici cognitivi superiori persino alla camminata su tapis roulant in soggetti con più di 65 anni, secondo una ricerca di sei mesi pubblicata sul Journal of Aging and Physical Activity. L'esecuzione di coreografie complesse, che esige coordinazione meticolosa, affina la consapevolezza spaziale e le abilità di problem-solving, elementi che tendono a diminuire con l'avanzare dell'età.

L'apprendimento di nuove sequenze motorie induce modifiche nella sostanza grigia e nei fasci di fibre che collegano le aree corticali, potenziando la plasticità cerebrale. Questa attività è specificamente associata a una riduzione dell'atrofia nell'ippocampo, la regione cerebrale cruciale per la memoria e vulnerabile nell'Alzheimer. Il professor Stefano Cappa, neurologo e membro dello IUSS di Pavia, sottolinea che l'apprendimento di nuove attività, se associato al piacere, è sempre benefico per il cervello.

L'atto del danzare innesca il rilascio di endorfine, dopamina e serotonina, sostanze che elevano l'umore e mitigano i livelli di ansia e stress, riducendo il cortisolo nel sangue. La dopamina viene rilasciata a ogni passo verso il completamento di un obiettivo di apprendimento, rafforzando la motivazione. La serotonina è stimolata dalla fiducia in sé stessi che la danza fortifica, contribuendo allo sviluppo di connessioni neurali legate alla funzione esecutiva.

Quando il movimento è sincronizzato con altri, si verifica un rilascio di ossitocina, neuropeptide associato al legame sociale, che promuove la fiducia e contrasta l'isolamento. Questa sincronizzazione contestuale, misurata in studi condotti dalla Aarhus University in Danimarca su 50 coppie, migliora la cooperazione e la previsione del comportamento altrui, aspetti fondamentali per l'interazione sociale. La danza offre così un canale espressivo non verbale per la catarsi emotiva e l'integrazione di processi fisici, sensoriali e cognitivi, configurandosi come un allenamento neurologico che sostiene la plasticità cerebrale lungo tutto l'arco della vita.

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Fonti

  • Madhyamam

  • En Face Magazine

  • The Indian Express

  • NeuroscienceofDance

  • National Geographic

  • Psychology Today

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