Neuroscienze 2025: Architettura Cerebrale, Neurogenesi e i Confini della Percezione Umana
Modificato da: Elena HealthEnergy
Le conquiste scientifiche del 2025 hanno fornito una comprensione radicalmente nuova della struttura cerebrale umana, dei meccanismi di archiviazione della memoria e dei limiti intrinseci delle nostre capacità cognitive. Questi progressi aprono orizzonti inediti per decifrare la natura stessa della coscienza. Tali scoperte sono direttamente rilevanti per l'elaborazione di strategie volte a ottimizzare i processi cognitivi, preservare la salute mentale lungo l'arco della vita e approfondire la conoscenza dei principi fondamentali dell'esperienza cosciente.
Una ricerca pubblicata su Nature Communications ha messo in luce l'esistenza di cinque fasi fondamentali nell'organizzazione strutturale del cervello umano durante il ciclo vitale, scandite da quattro momenti di transizione cruciali. I neurobiologi dell'Università di Cambridge, analizzando dati di risonanza magnetica con diffusione (DTI) provenienti da 3802 soggetti di età compresa tra la nascita e i 90 anni, hanno dimostrato che le ristrutturazioni chiave nella connettività neurale si verificano approssimativamente intorno ai 9, 32, 66 e 83 anni. La fase caratterizzata dall'architettura cerebrale adulta, definita da una relativa stabilità delle connessioni, prende avvio attorno ai 32 anni e costituisce la più estesa; il picco di efficienza cognitiva si registra mediamente nella prima età adulta.
Nel campo specifico della memoria, è emersa una conferma significativa del ruolo centrale dell'ippocampo. Le evidenze suggeriscono che questa struttura è coinvolta attivamente nella codifica e nella consolidazione iniziale dei ricordi già durante la prima infanzia. Questa osservazione rafforza l'ipotesi secondo cui il fenomeno noto come amnesia infantile non sia dovuto all'incapacità di formare tracce mnestiche, ma piuttosto a difficoltà nel loro successivo recupero o alla loro accessibilità funzionale nelle fasi evolutive successive.
Analizzando il contesto dell'invecchiamento e dei processi neurodegenerativi, è stato inoltre rilevato che i neonati sani presentano livelli elevati della proteina p-tau217. Questa stessa molecola, negli adulti, è strettamente associata alle alterazioni patologiche riscontrate nel morbo di Alzheimer. Questi dati iniziali implicano che, durante lo sviluppo precoce del cervello, questa proteina svolga una funzione regolatoria fisiologica, distinta dal suo ruolo nella neurodegenerazione.
Risolvendo annosi dibattiti scientifici, i ricercatori presso l'Istituto Karolinska in Svezia hanno fornito prove convincenti riguardo alla persistenza della neurogenesi – ovvero la formazione di nuovi neuroni – nell'ippocampo umano fino all'età di 78 anni. L'esame di campioni cerebrali post-mortem ha permesso di identificare cellule progenitrici in fase di proliferazione, confermando che la plasticità neuronale si mantiene anche in età avanzata, sebbene la sua intensità possa variare sensibilmente tra gli individui.
Per quanto concerne i limiti della percezione umana, gli scienziati dell'University College di Londra hanno delineato il meccanismo neurale che permette di distinguere tra stimoli immaginari e reali. Questo meccanismo è legato alla valutazione dell'intensità del segnale sensoriale e alla creazione della cosiddetta “valutazione di realtà”. A completare questo quadro, ricercatori dell'Università della California, Berkeley, e dell'Università di Washington hanno indotto sperimentalmente la percezione di una nuova tonalità cromatica – denominata “olo” – attraverso la stimolazione laser selettiva dei coni a onda media (M) della retina. Questo risultato spinge oltre i confini dello spettro cromatico percepibile naturalmente dall'occhio umano.
Infine, nell'ambito di una collaborazione internazionale volta a verificare empiricamente le teorie concorrenti sulla coscienza, è emerso che i dati ottenuti tramite fMRI e MEG corrispondono solo in parte alle predizioni chiave sia della Teoria dello Spazio di Lavoro Neuronale Globale (GNWT) sia della Teoria dell'Informazione Integrata (IIT). Questi risultati sottolineano la necessità di affinare e integrare ulteriormente i modelli attuali della coscienza.
Nel complesso, le informazioni acquisite riguardo alle fasi evolutive del cervello, ai meccanismi della memoria e ai confini della percezione sensoriale costituiscono la base per future strategie volte a bilanciare i processi cognitivi, con l'obiettivo di sostenere l'adattabilità e la resilienza del cervello lungo tutto l'arco della vita.
28 Visualizzazioni
Fonti
EL PAÍS
Diario EL PAIS Uruguay
Sciencepost
ertnews.gr
University of Cambridge
EL PAÍS
DonPorque.com
24heconomia
YouTube
OkDiario
Telesol Diario
El Zonda
EL PAÍS Uruguay
LA17
LA NACION
Laboratoire Dielen
Sauce Currywurst
Less Saves The Planet
Saveurs et Vie
Minceur - Croq'Kilos
UCL News - UCL – University College London
University of Gothenburg
CHOSUNBIZ
Leggi altre notizie su questo argomento:
Hai trovato un errore o un'inaccuratezza?
Esamineremo il tuo commento il prima possibile.
