Assassinio di Khamenei e Operazione Congiunta USA-Israele Ridefiniscono il Panorama Geopolitico del Medio Oriente
Modificato da: Aleksandr Lytviak
Il panorama geopolitico del Medio Oriente è stato ridefinito sabato 28 febbraio 2026, data in cui una massiccia e coordinata operazione militare congiunta tra Stati Uniti e Israele ha colpito obiettivi strategici in Iran, culminando nell'assassinio dell'Ayatollah Ali Khamenei, all'età di 86 anni. La conferma ufficiale del decesso è giunta domenica 1 marzo 2026 da parte delle autorità di Teheran, che hanno immediatamente indetto 40 giorni di lutto pubblico e sette giorni di festività nazionali. Questa azione, denominata Operation Epic Fury dalle forze americane e Operation Roaring Lion dalle Forze di Difesa Israeliane (IDF), mirava a degradare le capacità militari e nucleari iraniane, secondo quanto dichiarato dal Presidente Donald Trump, che ha giustificato l'attacco come necessario per eliminare minacce imminenti alla sicurezza americana.
La rappresaglia iraniana è stata immediata e di vasta portata, con il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) che ha promesso una punizione severa. L'Iran ha lanciato molteplici ondate di attacchi missilistici e con droni contro Israele e le basi statunitensi e alleate nei Paesi del Golfo, inclusi Emirati Arabi Uniti (UAE), Qatar, Kuwait e Bahrain. L'IRGC ha rivendicato di aver colpito 27 basi statunitensi in tutto il Medio Oriente. I dati forniti dal Ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti indicano che la maggior parte dei 137 missili e 209 droni lanciati da Teheran sono stati intercettati, sebbene si siano registrati danni a infrastrutture civili, come quattro feriti al terminal dell'Aeroporto Internazionale di Dubai (DXB). In Israele, i missili hanno causato una vittima e venti feriti, mentre l'esercito israeliano ha affermato di aver colpito circa 500 bersagli in Iran.
L'assassinio di Khamenei, in carica dal 1989 dopo la scomparsa di Ruhollah Khomeini, ha innescato la procedura costituzionale per la successione. Il quadro è complicato dalla presunta uccisione di due dei tre membri del consiglio ad interim previsto dall'Articolo 111 della Costituzione iraniana: il Presidente Masoud Pezeshkian e il Capo della Magistratura Gholam-Hossein Mohseni-Ejei. L'Assemblea degli Esperti, composta da 88 chierici eletti, ha ora il compito di nominare il terzo Guida Suprema il più rapidamente possibile, con nomi come Mojtaba Khamenei, Hassan Khomeini e Ali Larijani già in circolazione come potenziali candidati. Questa situazione crea il rischio di un vuoto istituzionale immediato, compromettendo la capacità di reazione del regime.
L'escalation militare si è verificata sullo sfondo di crescenti disordini interni in Iran, iniziati alla fine del 2025 e intensificatisi a gennaio 2026, e subito dopo il fallimento dei colloqui sul nucleare con gli Stati Uniti. Le reazioni politiche internazionali hanno evidenziato profonde divisioni: il Presidente Trump ha definito l'evento la "più grande occasione per il popolo iraniano di riprendersi il proprio Paese", mentre Democratici come il Senatore Tim Kaine hanno condannato l'azione come un "errore colossale" e un "atto di guerra" privo di autorizzazione congressuale. Al contrario, figure Repubblicane come il Senatore Lindsey Graham hanno sostenuto la necessità dell'attacco. L'ex Principe Reza Pahlavi ha dichiarato che la Repubblica Islamica è "effettivamente giunta al termine".
Una delle conseguenze economiche più gravi è stata la minaccia e parziale attuazione del blocco dello Stretto di Hormuz da parte dei Pasdaran, un'arteria marittima cruciale attraverso cui transita oltre il 20% del petrolio mondiale. Analisti finanziari hanno descritto questa mossa come uno scenario da incubo per i mercati energetici globali, con previsioni di un aumento del prezzo del petrolio Brent fino a 100 dollari al barile, o persino 130 dollari in caso di interruzione prolungata, che potrebbe aggiungere fino allo 0,7% all'inflazione globale. Nonostante l'annuncio del blocco, il traffico di petroliere, scortato da navi militari statunitensi, è continuato il 28 febbraio, suggerendo che l'efficacia del blocco iraniano potrebbe essere limitata dalla superiorità navale americana. L'impatto sul Gas Naturale Liquefatto (GNL) è altrettanto significativo, dato che il Qatar, principale fornitore di GNL per l'Italia, dipende quasi totalmente dal transito attraverso lo Stretto.
L'operazione è stata paragonata da alcuni analisti, come quelli del New York Times, all'invasione dell'Iraq del 2003, definendola una "guerra di scelta" piuttosto che di necessità. Nel frattempo, il Presidente Pezeshkian, il Capo della Magistratura Mohseni-Ejei e un giurista del Consiglio dei Guardiani, selezionato dal Consiglio per il Discernimento delle Convenienze, assumeranno temporaneamente le funzioni di Guida Suprema, assicurando la continuità amministrativa fino alla nomina di un successore da parte dell'Assemblea degli Esperti.
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Fonti
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