L'Iran introduce pedaggi in criptovaluta per il transito nello Stretto di Hormuz nel contesto della tregua con gli USA
Modificato da: Yuliya Shumai
La Repubblica Islamica dell'Iran ha introdotto un nuovo protocollo che richiede il pagamento in Bitcoin (BTC) per il transito delle petroliere attraverso lo strategico Stretto di Hormuz. Questa decisione è giunta poche ore dopo l'annuncio del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump riguardante un cessate il fuoco condizionato di due settimane, entrato in vigore l'8 aprile 2026.
Il nuovo sistema di riscossione, supervisionato dalle forze armate iraniane, stabilisce una tariffa di un dollaro statunitense per ogni barile di petrolio trasportato, esentando invece le navi cisterna vuote dal pedaggio. Hamid Hosseini, portavoce dell'Unione degli esportatori di petrolio, gas e prodotti petrolchimici dell'Iran, ha affermato che la mossa di Teheran mira a garantire che i fondi siano "impossibili da tracciare o confiscare a causa delle sanzioni". La procedura di pagamento impone a ogni nave che trasporta greggio di inviare via e-mail informazioni dettagliate sul carico per la valutazione delle autorità iraniane. Dopo l'approvazione, gli operatori navali hanno un tempo limitato per effettuare il versamento su un wallet controllato dall'Iran, un meccanismo che si dice sia stato progettato per ridurre al minimo i rischi di tracciamento delle transazioni. I termini specifici di questo regime di transito sono stati definiti dal Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale dell'Iran.
In questo contesto, il Presidente Trump ha ipotizzato una possibile partecipazione degli Stati Uniti al processo come "joint venture", riscuotendo pedaggi insieme all'Iran, sebbene i funzionari iraniani non abbiano ancora commentato l'iniziativa. L'evento geopolitico, che segna un temporaneo allentamento delle tensioni, ha innescato una reazione immediata sui mercati finanziari globali. I futures sul greggio Brent, che poco prima superavano i 111 dollari al barile, sono crollati di oltre il 13%, scendendo a valori compresi tra 94,43 e 94,86 dollari al barile alla data dell'8 aprile 2026. Questo calo dei prezzi energetici, che prima dell'inizio del conflitto il 28 febbraio 2026 si attestavano intorno ai 70 dollari al barile, ha favorito la crescita degli asset ad alto rischio.
Il valore del Bitcoin ha mostrato un incremento significativo, raggiungendo circa 72.500 dollari, mentre la capitalizzazione totale del mercato delle criptovalute è aumentata del 4,4% in 24 ore fino all'8 aprile 2026, toccando i 2,44 trilioni di dollari. Si è registrato inoltre un forte interesse per altre valute digitali, in particolare lo Zcash (ZEC), salito tra il 25% e il 27,51%. La tregua di due settimane è stata raggiunta grazie a sforzi di mediazione in cui il Pakistan ha giocato un ruolo cruciale. Il Primo Ministro pakistano Shehbaz Sharif ha confermato di aver invitato le delegazioni di Washington e Teheran a Islamabad per i colloqui previsti venerdì 10 aprile 2026, finalizzati a un accordo definitivo. Secondo alcune fonti, agli sforzi diplomatici avrebbero partecipato anche Cina, Egitto e Turchia, mentre sul fronte americano i potenziali partecipanti ai negoziati includevano il Vicepresidente USA JD Vance, Steve Witkoff e Jared Kushner.
È importante notare che, nonostante l'intesa generale, il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha confermato il sostegno al cessate il fuoco, precisando però che esso non si applica alle operazioni di Israele in Libano, dove sono proseguiti i raid aerei condannati dall'ONU. Il conflitto ha avuto inizio il 28 febbraio 2026 a seguito di una serie di escalation, inclusi attacchi statunitensi e israeliani su siti iraniani, che hanno portato alla chiusura temporanea dello Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita circa il 20% del volume giornaliero mondiale di petrolio. Analisti di mercato come Alexander Frolov di "InfoTEK" osservano che il ritorno ai volumi di traffico pre-conflitto attraverso lo stretto sarà graduale a causa della necessità di verificare ogni singola imbarcazione. Rimane alta la cautela sui mercati: il fallimento della fragile tregua bisettimanale potrebbe innescare una nuova impennata dei prezzi del petrolio sopra la soglia dei 110 dollari al barile.
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Fonti
Cointelegraph
Yahoo! Finance
CoinDesk
FinanzNachrichten.de
News.az
Financial Times
Reuters
Investing.com
Futurism
The Wall Street Journal
Bloomberg
Internal Revenue Service
CoinDesk
Trading Economics
WP Times
CBS News
MEXC News
The Guardian
Coinspaid Media
Bernama
MUFG Research
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