Bitcoin a 67.000 dollari tra stallo normativo sulle stablecoin e l'avanzata istituzionale della DeFi

Modificato da: Yuliya Shumai

Al 11 febbraio 2026, il panorama dei mercati digitali riflette una situazione estremamente articolata, in cui la pressione sui prezzi del Bitcoin convive con progressi tecnologici istituzionali e accese dispute regolatorie. La principale criptovaluta è stata scambiata intorno alla soglia dei 67.000 dollari, un livello che gli esperti attribuiscono a un irrigidimento del contesto macroeconomico e a segnali di contrazione della liquidità. Gli analisti di K33 Research, e in particolare Vetle Lunde, hanno indicato che la recente discesa verso i 60.000 dollari ha probabilmente segnato un minimo locale, basandosi su indicatori tecnici che suggeriscono una fase di capitolazione del mercato. Le previsioni per il primo trimestre del 2026 puntano ora verso un periodo di consolidamento all'interno di un intervallo compreso tra 60.000 e 75.000 dollari.

Nel frattempo, a Washington D.C., persiste uno stallo legislativo riguardante la regolamentazione delle stablecoin, rappresentando un punto di svolta critico per l'architettura dei mercati finanziari negli Stati Uniti. Durante una seconda sessione a porte chiuse tenutasi presso la Casa Bianca sul tema dei rendimenti delle stablecoin, non è stata raggiunta alcuna risoluzione definitiva. Grandi istituti bancari come Goldman Sachs, Citi e JPMorgan hanno mantenuto una posizione intransigente, insistendo su principi di divieto che limiterebbero drasticamente i benefici finanziari o operativi legati al possesso di stablecoin di pagamento. Questa linea dura va oltre l'attuale bozza di legge, scatenando la ferma opposizione di attori chiave del settore cripto come Ripple e Coinbase, i quali contestano apertamente le clausole su una vigilanza eccessiva e le modalità di applicazione delle norme.

Nonostante l'incertezza sul fronte normativo, si registra una significativa accelerazione nell'adozione della finanza decentralizzata (DeFi) da parte delle istituzioni. BlackRock ha integrato il proprio fondo di tesoreria tokenizzato, denominato BUIDL, con la piattaforma UniswapX, consentendo transazioni on-chain dirette per gli investitori istituzionali qualificati. Questa integrazione, operata attraverso Securitize Markets e basata su un modello di richiesta di quotazione (RFQ), è stata definita da Robert Mitchnick, responsabile globale degli asset digitali di BlackRock, come un passaggio fondamentale nella convergenza tra asset tradizionali tokenizzati e DeFi. Contestualmente, BlackRock ha effettuato un investimento strategico nell'ecosistema Uniswap, provocando un incremento del valore del token UNI stimato tra il 20% e il 30% subito dopo l'annuncio.

Sul fronte delle infrastrutture blockchain, LayerZero ha annunciato il lancio di una propria rete nativa di primo livello (L1) chiamata Zero, posizionandola come una piattaforma dedicata esclusivamente alle istituzioni con una capacità di elaborazione dichiarata fino a 2 milioni di transazioni al secondo (TPS). Grazie all'impiego di un'architettura eterogenea e di prove a conoscenza zero (ZK-proofs), la rete mira a eliminare i colli di bottiglia tipici della replica dei dati, superando di gran lunga le prestazioni di Ethereum, ferme a circa 2.500 TPS, e di Solana, che si attesta sui 65.000 TPS. Il progetto ha ottenuto un sostegno di rilievo, inclusi investimenti strategici da parte di Citadel Securities e ARK Invest, con Cathie Wood di ARK che è entrata a far parte del consiglio consultivo di LayerZero. Le partnership includono anche colossi come Google Cloud, DTCC e Intercontinental Exchange (ICE), confermando il focus di Zero su operazioni ad alta intensità come il clearing e il regolamento dei titoli.

In parallelo a questi sviluppi, Robinhood ha rilasciato la testnet pubblica per Robinhood Chain, una soluzione di secondo livello (L2) sviluppata su tecnologia Arbitrum. L'iniziativa punta alla tokenizzazione degli asset del mondo reale (RWA) e all'integrazione con la liquidità DeFi di Ethereum. Johann Kerbrat, Senior Vice President di Robinhood, ha dichiarato che questa rete di prova pone le basi per un ecosistema destinato a definire il futuro degli RWA. Questa mossa strategica giunge nonostante Robinhood abbia riportato una flessione del 38% su base annua dei ricavi derivanti dalle operazioni in criptovalute nel quarto trimestre, un dato che gli analisti considerano comunque transitorio. Per incentivare l'innovazione, l'azienda ha stanziato 1 milione di dollari per il programma Arbitrum Open House 2026, rivolto agli sviluppatori impegnati nella creazione di azioni ed ETF tokenizzati, prodotti che la società offre già ai propri utenti europei dal luglio 2025.

Questa fase di transizione evidenzia una crescente dicotomia tra la cautela dei regolatori e l'audacia delle grandi istituzioni finanziarie che continuano a investire in infrastrutture blockchain. Mentre il Bitcoin cerca di stabilizzarsi sopra i 67.000 dollari, l'emergere di reti ad altissime prestazioni come Zero e l'integrazione di fondi tokenizzati nei protocolli DeFi suggeriscono che l'industria si stia preparando a una nuova era di efficienza operativa. Il successo di queste iniziative dipenderà in ultima analisi dalla capacità di superare le barriere legislative a Washington e di dimostrare la resilienza delle nuove architetture L1 e L2 in scenari di mercato reali.

5 Visualizzazioni

Fonti

  • The Block

  • The Block

  • The Block

  • The Block

  • The Block

  • The Block

Hai trovato un errore o un'inaccuratezza?Esamineremo il tuo commento il prima possibile.