
Il Bitcoin sale a 72 000 dollari sulle notizie.
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Autore: Aleksandr Lytviak

Il Bitcoin sale a 72 000 dollari sulle notizie.
Tra ieri sera e stamattina, il Bitcoin è uscito bruscamente dal range tra i 62.000 e i 75.000 dollari in cui era rimasto bloccato da febbraio. Il prezzo ha toccato una quota compresa tra i 72.379 e i 72.700 dollari, innescando uno short squeeze e la liquidazione di circa 280-600 milioni di dollari, principalmente in posizioni corte. Attualmente, il BTC scambia intorno ai 71.500-72.200 dollari, registrando un moderato rialzo nelle ultime 24 ore. Si tratta del valore più alto raggiunto nelle ultime tre settimane.
Cosa è successo? Il presidente Trump ha annunciato un cessate il fuoco di due settimane con l’Iran (un accordo che, secondo alcune fonti, sarebbe stato mediato dal Pakistan). Parallelamente, si è aperta o si è prospettata la possibilità di una riapertura dello stretto di Hormuz, rotta cruciale per il petrolio. I mercati hanno reagito in modo classico: fase risk-on. Il petrolio è crollato del 15-22%, le azioni e i futures sono saliti, il dollaro si è indebolito e il Bitcoin, come si addice a un asset di rischio, è scattato insieme a tutto il resto. In poche ore la crescita è stata del 4-6%, accompagnata da un sensibile aumento dei volumi di trading.
Nelle ultime settimane il mercato ha vissuto in tensione a causa dell’escalation in Medio Oriente. Le minacce di attacchi e la chiusura dello stretto pesavano sulla propensione al rischio, spingendo gli investitori verso i beni rifugio. La tregua, seppur fragile (già si rincorrono accuse di violazioni e minacce di abbandonare l’accordo), ha rimosso parte di questo premio al rischio. Il classico proverbio "buy the rumor, sell the news" ha funzionato qui al contrario: la notizia è arrivata all’improvviso, le posizioni corte erano eccessive ed è scattato un effetto valanga.
Un dettaglio importante: non si è trattato di un driver esclusivamente legato alle criptovalute. Il Bitcoin ha semplicemente seguito la corrente generale. Quando il petrolio scende e i mercati globali esultano per la de-escalation, le crypto solitamente ne beneficiano. Inoltre, in questo scenario sono tornate d’attualità le discussioni su un’accelerazione degli afflussi negli ETF e sull’accumulo da parte delle "balene".
In primo luogo, il superamento dei 72.000 dollari è psicologicamente rilevante. La lunga fase di lateralizzazione aveva logorato sia i trader che i detentori a lungo termine. Ora si respira aria nuova. In secondo luogo, le liquidazioni degli short hanno ripulito il mercato da parte della pressione ribassista, il che spesso fornisce l’impulso per un’ulteriore fase di rialzo. In terzo luogo, la geopolitica ha dimostrato la sua forza: un singolo tweet o annuncio può spostare miliardi in modo più incisivo rispetto ai rapporti trimestrali delle aziende.
Esiste però un rovescio della medaglia. La tregua è stata definita "condizionata" e della durata di due settimane. Giungono già notizie di nuovi attacchi in Libano, minacce dell’Iran di ritirarsi dagli accordi e timori che lo stretto di Hormuz possa chiudersi di nuovo. Se questa fragile calma dovesse rompersi, c’è da aspettarsi un movimento speculare: petrolio in rialzo, propensione al rischio in calo e Bitcoin di nuovo nel range precedente.
Ottimistico: I negoziati del 10 aprile a Islamabad si rivelano costruttivi e la tensione continua a scemare. In questo caso, il BTC si consoliderà stabilmente sopra i 72.000 dollari, testerà i 75.000-78.000 dollari nelle prossime settimane e riporterà l’attenzione sugli afflussi istituzionali e sulle previsioni di quota 80.000+. Le "balene", che stavano già accumulando, riceverebbero un’ulteriore conferma.
Realistico (e, onestamente, più probabile al momento): Il mercato esaurirà rapidamente l’euforia. Il prezzo potrebbe ritracciare verso i 70.000-71.000 dollari, per poi dipendere dalle notizie reali provenienti dalla regione. Se il petrolio dovesse rimbalzare e la geopolitica surriscaldarsi di nuovo, vedremo un test dei 68.000-70.000 dollari. Senza una solida conferma macroeconomica (come una retorica accomodante della Fed o nuovi dati sugli ETF), è difficile andare lontano basandosi solo sulla geopolitica.
Attualmente il Bitcoin appare tonico, ma si trova ancora all’interno di un ampio canale laterale con un limite superiore intorno ai 75.000-76.000 dollari. Mantenere i nervi saldi ed evitare di farsi travolgere dalla FOMO è fondamentale.
Se la tregua reggerà anche solo per una settimana, sarà già un ottimo segnale per gli asset rischiosi. In caso contrario... beh, il mondo crypto è abituato alla volatilità. L’importante è non dimenticare che i veri trend non nascono da un singolo tweet, ma da cambiamenti strutturali profondi.