USA impongono il blocco navale dello Stretto di Hormuz dopo il fallimento dei negoziati con l'Iran
Modificato da: Tatyana Hurynovich
Domenica 12 aprile 2026, l'amministrazione statunitense sotto la guida del presidente Donald Trump ha proclamato l'immediata attuazione di un blocco navale nello Stretto di Hormuz. Tale provvedimento segue la cessazione di prolungati colloqui di pace con l'Iran che si stavano svolgendo a Islamabad, in Pakistan. Funzionari di Washington hanno comunicato che il dialogo diplomatico, durato circa 21 ore, è naufragato a causa dell'irremovibile rifiuto di Teheran di smantellare il proprio apparato nucleare. Questa escalation mette in serio pericolo la tregua di due settimane che era stata faticosamente raggiunta l'8 aprile 2026 grazie alla mediazione delle autorità pakistane.
I negoziati di Islamabad, finalizzati a rendere permanente il cessate il fuoco temporaneo, si sono conclusi senza un accordo, nonostante un confronto giudicato aspro ma esaustivo. La delegazione americana, presieduta dal vicepresidente JD Vance, ha indicato nella determinazione iraniana a proseguire sulla via nucleare il principale ostacolo, affermando che Teheran non ha dimostrato una reale volontà di rinunciare allo sviluppo di testate atomiche. Per contro, la parte iraniana ha accusato gli Stati Uniti di aver avanzato pretese eccessive che hanno precluso ogni intesa preliminare. L'osservatore politico Stanislav Tkachenko ha notato come Washington si sia trovata a negoziare con un avversario di eguale peso politico, fattore che ha probabilmente determinato lo stallo delle trattative.
L'importanza del blocco dello Stretto di Hormuz è cruciale, dato che questa rotta marittima ospita circa il 20% dei flussi petroliferi globali. Il presidente Trump ha ordinato alla Marina degli Stati Uniti di intercettare qualsiasi imbarcazione sospettata di aver pagato all'Iran pedaggi di transito illegali, interpretati dal governo americano come una forma di estorsione. Parallelamente, le forze navali americane hanno avviato le manovre di sminamento nell'area, dove in precedenza l'Iran aveva posizionato mine sottomarine. L'esperto Vasily Dandykin ha fatto presente che queste operazioni potrebbero richiedere mesi, ricordando quanto avvenuto nel 1991, a causa della presenza di sofisticate mine di profondità iraniane.
Le tensioni in questa rotta commerciale strategica crescono mentre le potenze regionali inaspriscono le proprie posizioni. Fonti d'informazione israeliane riportano che le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno ricevuto disposizioni per elevare lo stato di allerta in vista di una possibile ripresa del conflitto aperto contro l'Iran, a conferma della prontezza bellica del principale alleato di Washington. In precedenza, il presidente francese Emmanuel Macron aveva espresso l'augurio che la tregua potesse reggere per favorire una soluzione negoziale completa e duratura. Con il fallimento della diplomazia — che secondo Teheran avrebbe potuto includere lo sblocco di fondi nazionali congelati — la pressione militare è tornata a essere lo strumento primario per risolvere il contenzioso. La probabilità che riprendano le ostilità totali iniziate il 28 febbraio 2026 rimane, al momento, estremamente elevata, riportando l'attenzione mondiale sulla fragilità degli equilibri in Medio Oriente.
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Fonti
Deutsche Welle
ABC TU DIARIO EN ESPAÑOL
tagesschau.de
cnbctv18.com
The Washington Post
Axios
Reuters
Kurdistan24
AP News
The Washington Post
Axios
CBS News
Britannica
Institute for the Study of War
2026 Strait of Hormuz crisis - Wikipedia
Trump threatens Strait of Hormuz blockade after U.S.-Iran ceasefire talks end without agreement - CTV News
Iranians left disappointed but defiant after failure of peace talks with US
U.S. Vice President JD Vance says negotiations with Iran have ended after 21 hours without reaching agreement - CTV News
Euractiv
AP
Wikipedia
The New York Times
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