L'IA prevede l'efficacia del biochar: la purificazione dell'acqua dagli antibiotici accelera drasticamente

Autore: Aleksandr Lytviak

L'IA prevede l'efficacia del biochar: la purificazione dell'acqua dagli antibiotici accelera drasticamente-1

Gli scienziati hanno creato un modello di IA che prevede con precisione la velocità con cui il biochar decompone gli antibiotici nell'acqua: ciò riduce lo sviluppo dei filtri da anni a settimane e apre la strada a una purificazione accessibile dell'acqua potabile.

I ricercatori guidati da Junaid Latif e Na Chen hanno raccolto dati da decine di lavori precedenti, identificando 16 parametri chiave: tipo di materia prima per il biochar, temperatura di pirolisi, porosità, composizione chimica, concentrazione di ossidanti e condizioni di reazione.

Su questa base hanno addestrato diversi modelli di apprendimento automatico, e l'architettura transformer TabPFN ha mostrato la migliore precisione: un coefficiente di determinazione R² ≈ 0,91 con un errore di previsione minimo.

La novità scientifica risiede nel passaggio dal metodo per prove ed errori al design mirato dei materiali. In precedenza, la selezione di un biochar efficace richiedeva centinaia di esperimenti di laboratorio; ora l'algoritmo valuta in pochi secondi quale combinazione di parametri fornirà la massima velocità di degradazione dell'inquinante.

Parallelamente, il team ha creato uno strumento web: qualsiasi ricercatore può inserire i parametri del proprio materiale e ottenere istantaneamente una previsione della cinetica di reazione.

Il significato pratico è evidente: gli antibiotici nelle acque reflue sono uno dei fattori trainanti della crescita della resistenza batterica ai farmaci.

Il biochar ottenuto da scarti agricoli (tutoli di mais, paglia) è economico ed ecologico e, in combinazione con fotocatalizzatori (TiO₂, g-C₃N₄), è in grado di degradare gli antibiotici sulfamidici del 98% in 60 minuti sotto l'azione della luce solare.

Il modello di IA aiuta a trovare proprio quella formulazione che garantirà tale risultato in specifiche condizioni di depurazione dell'acqua.

È importante comprendere i limiti. Al momento il modello è addestrato su dati relativi a un set limitato di antibiotici e condizioni di laboratorio; le acque reflue reali contengono una miscela di inquinanti, materia organica e solidi sospesi che possono influenzare il processo.

Inoltre, la stabilità a lungo termine dei compositi su scala industriale richiede ulteriori verifiche: nei test di laboratorio il materiale ha mantenuto l'efficacia dopo cinque cicli, ma il regime industriale potrebbe essere più severo.

Cosa succederà dopo? Il team prevede di espandere il set di dati includendo informazioni su altre classi di inquinanti: PFAS, microplastiche e prodotti farmaceutici di nuova generazione.

Parallelamente, sono in corso trattative con impianti pilota di depurazione delle acque per testare sul campo i filtri di biochar progettati dall'IA. Se i risultati saranno confermati, la tecnologia potrebbe entrare a far parte delle soluzioni standard per comuni e imprese industriali già nei prossimi 3–5 anni.

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Fonti

  • eurekalert

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