Crollo dei prezzi del gas in Europa: le dichiarazioni di Trump sulla missione in Iran scuotono i mercati
Modificato da: Tatyana Hurynovich
Nella giornata di martedì 10 marzo 2026, il mercato europeo del gas naturale ha reagito con una brusca contrazione delle quotazioni in seguito alle dichiarazioni del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, riguardanti l'imminente conclusione delle operazioni militari contro l'Iran. Presso l'hub olandese TTF, i futures sul gas hanno subito un crollo del 15,46% a metà mattina, attestandosi a una quota di circa 47,22 euro per megawattora. Questa flessione rappresenta il calo intraday più significativo per i futures di riferimento dal 2023, evidenziando una reazione immediata degli investitori alla riduzione del premio per il rischio geopolitico che aveva gravato sui prezzi nelle settimane precedenti.
Parallelamente al comparto del gas, il 10 marzo si è assistito a un netto ribasso dei prezzi del greggio: il Brent ha perso l'8,50% scendendo a 90,55 dollari al barile, mentre il WTI è calato di quasi l'8%, toccando gli 87,02 dollari. Solo il giorno precedente, a causa dell'escalation militare, entrambi i benchmark avevano raggiunto i massimi degli ultimi tre anni, con il Brent che aveva superato brevemente i 100 dollari e il WTI che si era avvicinato alla soglia dei 120 dollari al barile. Questa inversione di tendenza segue un periodo di estrema volatilità iniziato il 28 febbraio 2026, con l'avvio delle azioni belliche condotte da Stati Uniti e Israele contro l'Iran, che avevano causato il quasi totale blocco del traffico delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz.
Durante il suo discorso del 9 marzo, il Presidente Trump ha affermato che gli obiettivi militari statunitensi, che includevano il colpo a 5.000 bersagli e la riduzione del potenziale missilistico iraniano al 10%, sono stati "quasi interamente raggiunti", definendo l'intera operazione come una "piccola incursione". Trump ha inoltre annunciato il coinvolgimento della Marina degli Stati Uniti per scortare le navi cisterna, garantendo così la sicurezza della rotta commerciale strategica. In sintonia con queste manovre, il Presidente francese Emmanuel Macron ha proposto l'istituzione di una missione navale congiunta per proteggere la navigazione una volta conclusa la fase più acuta del conflitto.
Nonostante l'immediata discesa dei prezzi, gli esperti del settore mantengono un cauto scetticismo riguardo a una stabilizzazione duratura del mercato energetico. Warren Patterson ed Ewa Manthey, strateghi di ING Groep NV, hanno sottolineato che per un calo sostenibile dei prezzi è indispensabile l'effettiva ripresa del transito marittimo nello Stretto di Hormuz. La situazione relativa alle forniture di GNL rimane critica, poiché il principale impianto del Qatar, responsabile di circa un quinto dell'offerta globale, è stato fermato la scorsa settimana. Ben Samuel, analista di Marex, ha evidenziato come la competizione per i carichi di GNL resterà intensa finché non verrà ripristinata una stabilità certa nella regione del Golfo Persico.
L'Unione Europea si trova attualmente in una posizione di estrema necessità per quanto riguarda il riempimento degli stoccaggi, svuotati dopo la stagione invernale, avendo incrementato drasticamente la dipendenza dalle importazioni di GNL dopo l'abbandono delle forniture via gasdotto dalla Russia. Solo il 9 marzo, i prezzi spot del gas in Europa avevano superato gli 830 dollari per mille metri cubi, segnando il valore più alto dal gennaio 2023. Le parole di Trump hanno avuto ripercussioni anche su altri mercati finanziari: l'indice azionario S&P 500 ha mostrato segni di crescita e il comparto delle criptovalute ha iniziato una fase di recupero. Tuttavia, permane il rischio di nuovi picchi di prezzo, dato che Trump ha avvertito l'Iran di essere pronto a sferrare un attacco "venti volte più forte" qualora Teheran tentasse nuovamente di bloccare lo Stretto di Hormuz.
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Fonti
ΠΟΛΙΤΗΣ
Trading Economics
CommonWealth Magazine
Trading Economics
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