Approvata Vendita Record di Armi USA a Taiwan per 11,1 Miliardi di Dollari; Reazione Ferma di Pechino

Modificato da: Aleksandr Lytviak

Mercoledì 18 dicembre 2025, l'amministrazione del Presidente Donald Trump ha formalizzato l'approvazione di un pacchetto di vendita di armi a Taiwan del valore di 11,1 miliardi di dollari, segnando la transazione più consistente mai autorizzata dagli Stati Uniti verso l'isola. Questa mossa, la seconda sotto l'attuale amministrazione Trump, è ora nella fase di notifica al Congresso, dove è prevista una revisione obbligatoria di circa 30 giorni prima della finalizzazione del contratto. L'obiettivo dichiarato di Washington, in linea con la sua Strategia di Sicurezza Nazionale, è rafforzare le capacità di deterrenza di Taipei in risposta alla crescente pressione militare esercitata da Pechino.

L'equipaggiamento militare comprende otto distinti accordi, focalizzati sullo sviluppo delle capacità di "guerra asimmetrica" di Taiwan. Tra gli articoli principali figurano 82 sistemi lanciarazzi ad alta mobilità (HIMARS) e 420 missili tattici dell'esercito (ATACMS), sistemi simili a quelli forniti all'Ucraina, per un valore combinato superiore ai 4 miliardi di dollari. La fornitura include anche 60 sistemi di obici semoventi, valutati oltre 4 miliardi di dollari, sistemi aerei a pilotaggio remoto (droni) per più di 1 miliardo di dollari, software tattici per oltre 1 miliardo di dollari, missili Javelin e TOW per oltre 700 milioni di dollari, oltre a parti di ricambio per elicotteri e kit di revisione per missili Harpoon. Questa vendita supera il totale di 8,4 miliardi di dollari di vendite di armi autorizzate durante la precedente amministrazione Biden.

La reazione di Pechino è stata immediata e decisa. Il portavoce del Ministero degli Affari Esteri cinese, Guo Jiakun, ha espresso profonda disapprovazione, affermando che la mossa mina gravemente la pace e la stabilità nello Stretto di Taiwan e che l'uso di Taiwan per contenere la Cina è destinato al fallimento. La Cina ha annunciato l'intenzione di potenziare l'addestramento militare e di implementare "misure energiche" in risposta, ribadendo che qualsiasi tentativo di armare Taiwan per sostenere le forze separatiste comporterà gravi conseguenze. Il Ministero degli Affari Esteri cinese ha anche condannato il National Defense Authorization Act (NDAA) per l'anno fiscale 2026, firmato in legge, per il suo contenuto negativo su Pechino.

In parallelo, il governo taiwanese, guidato dal Presidente William Lai Ching-te e dal partito Democratico Progressista (DPP), ha ribadito l'impegno a rafforzare la difesa nazionale. Il Primo Ministro Cho Jung-tai ha annunciato che il budget per la difesa del 2026 supererà il 3,32% del Prodotto Interno Lordo (PIL), raggiungendo approssimativamente 949,5 miliardi di dollari taiwanesi (circa 31,18 miliardi di dollari USA), secondo gli standard di calcolo NATO che includono la Guardia Costiera e le pensioni dei veterani. Questo incremento, che segna la prima volta sopra il 3% dal 2009, fa parte di un obiettivo strategico a lungo termine di raggiungere il 5% del PIL entro il 2030, sebbene l'aumento proposto necessiti dell'approvazione del parlamento, controllato dai partiti di opposizione come il Kuomintang (KMT).

Il Ministero della Difesa di Taiwan ha espresso gratitudine per il sostegno statunitense, sottolineando che l'assistenza, fondata sul Taiwan Relations Act e sulle Sei Garanzie, è cruciale per mantenere un'adeguata capacità di autodifesa. L'operazione evidenzia la persistente tensione e la militarizzazione della questione dello Stretto, con Washington che adempie ai suoi obblighi legali di assistenza alla difesa, mentre Pechino interpreta tali azioni come una violazione della propria sovranità e un'ingerenza negli affari interni.

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Fonti

  • Deutsche Welle

  • CBC News

  • Taipei Times

  • Euractiv

  • FDD

  • CNA

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