Nuove rivelazioni sulla struttura del tachocline solare: un’analisi elioseismologica senza precedenti

Modificato da: Uliana Soloveva

Un team internazionale di scienziati ha raggiunto un traguardo storico nella fisica solare, ottenendo la misurazione più accurata mai realizzata del tachocline. Questo strato estremamente sottile, situato nelle profondità del Sole, riveste un ruolo cruciale nella generazione del campo magnetico stellare e, di conseguenza, nell'evoluzione del meteo spaziale. I risultati di questa ricerca fondamentale, pubblicati sulla prestigiosa rivista "The Astrophysical Journal", derivano dall'analisi meticolosa di dati elioseismologici continui raccolti in oltre venticinque anni di osservazioni, coprendo integralmente i cicli solari 23 e 24, oltre alla fase ascendente del ciclo 25.

Situato a una profondità di circa 200.000 chilometri sotto la superficie visibile della nostra stella, il tachocline si trova in una regione dove le temperature sfiorano i due milioni di gradi Celsius. Questo strato funge da zona di transizione critica tra la rotazione differenziale della zona convettiva esterna e la rotazione quasi uniforme della zona radiativa interna. Per mappare questa struttura con un dettaglio senza precedenti, i ricercatori — tra cui spiccano Antonio Eff-Darwich dell'Università di La Laguna (ULL) e dell'Istituto di Astrofisica delle Canarie (IAC), insieme a Sylvain G. Korzennik dell'Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics — si sono avvalsi dell'elioseismologia, una tecnica avanzata che studia la propagazione delle onde acustiche all'interno della stella.

L'eccezionale precisione delle misurazioni è stata resa possibile dalla sinergia di dati provenienti da tre strumenti internazionali di riferimento: la rete terrestre GONG, lo strumento MDI a bordo del satellite SOHO (ESA/NASA) e l'HMI installato sulla sonda SDO. L'analisi ha rivelato che le proprietà del tachocline, come la sua posizione esatta, lo spessore e l'entità del salto nella velocità di rotazione, non sono statiche ma mostrano variazioni significative in base alla latitudine e al tempo. In particolare, i dati a lungo termine hanno evidenziato una marcata discrepanza nella posizione del tachocline tra le basse e le alte latitudini, suggerendo che l'architettura interna del Sole sia molto più complessa di quanto ipotizzato dai modelli precedenti.

Le implicazioni di queste scoperte per il nostro pianeta sono di vasta portata. I campi magnetici che traggono origine proprio nel tachocline sono la fonte di fenomeni energetici violenti, come i brillamenti solari e le espulsioni di massa coronale (CME). Tali eventi hanno il potenziale di interferire pesantemente con le reti elettriche terrestri e le infrastrutture satellitari in orbita. Definire con precisione la struttura del tachocline, che alimenta il cosiddetto "dinamo solare", è quindi un requisito indispensabile per sviluppare modelli di previsione del meteo spaziale sempre più affidabili. Gli studiosi hanno sottolineato come questo successo metodologico confermi la potenza dell'elioseismologia come strumento diagnostico per esplorare le viscere delle stelle.

La scoperta di disomogeneità laterali nella struttura del tachocline impone ora una revisione dei modelli teorici esistenti che spiegano la dinamica del dinamo solare. Per garantire la massima accuratezza e solidità statistica alle loro conclusioni, i ricercatori hanno applicato una metodologia di elaborazione indipendente su serie temporali di diversa durata. Questo approccio ha permesso di stabilire risultati robusti, nonostante l'utilizzo dei dati HMI sia avvenuto su base preliminare. La ricerca apre nuove strade per comprendere non solo il Sole, ma anche i processi fisici fondamentali che governano altre stelle simili alla nostra nell'universo.

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Fonti

  • Semana.com Últimas Noticias de Colombia y el Mundo

  • Instituto de Astrofísica de Canarias • IAC

  • Infobae

  • CFIA

  • Radio Televisión Canaria

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