Il CERN annuncia la scoperta del barione Ξ_cc⁺: un nuovo «protone pesante» individuato dall'esperimento LHCb

Autore: Aleksandr Lytviak

Il CERN annuncia la scoperta del barione Ξ_cc⁺: un nuovo «protone pesante» individuato dall'esperimento LHCb-1

Una rappresentazione artistica di una nuova particella che contiene due quark charm e un quark down

Il 17 marzo 2026, la collaborazione LHCb presso l'Organizzazione Europea per la Ricerca Nucleare (CERN) ha ufficialmente comunicato l'identificazione di una nuova particella subatomica: il barione doppiamente incantato Ξ_cc⁺ (Xi-cc-plus). Questo annuncio, presentato durante la prestigiosa conferenza Rencontres de Moriond Electroweak, rappresenta il primo traguardo scientifico di rilievo ottenuto dopo il completamento dell'aggiornamento del rivelatore LHCb avvenuto nel 2023.

La scoperta si concentra su una particella fondamentale che arricchisce la nostra comprensione della materia:

  • Natura della scoperta: Si tratta di un nuovo barione appartenente alla famiglia degli adroni pesanti, una sorta di analogo del protone ma caratterizzato dalla presenza di due quark pesanti.
  • Composizione unica: La particella presenta una struttura di quark ccd, formata da due quark charm (c) e un quark down (d). Si configura come il partner di isospin della particella Ξ_cc^{++} (ccu), già individuata da LHCb nel 2017.
  • Rilevanza scientifica: Questo risultato permette di testare con una precisione senza precedenti la cromodinamica quantistica (QCD), ovvero la teoria della forza forte che tiene uniti i quark all'interno di protoni, neutroni e di tutti i nuclei atomici.
  • Massa misurata: Il valore rilevato è di 3619.97 ± 0.83 (stat.) ± 0.26 (sist.) (+1.90 / −1.30) MeV/c², il che rende la particella circa quattro volte più pesante di un comune protone.
  • Significatività statistica: Il dato supera la soglia di 7σ, un valore ben oltre il limite standard di 5σ richiesto per confermare una scoperta. Il segnale è stato isolato analizzando circa 915 eventi specifici.

Mentre un protone ordinario è composto da due quark up e un quark down (uud), in questa nuova particella i due quark leggeri sono stati sostituiti da quark charm pesanti, rappresentando un vero e proprio «aggiornamento» strutturale a livello subatomico. Secondo la celebre equazione di Einstein E = mc², la massa di questo barione è determinata quasi interamente dall'energia di legame tra i suoi quark pesanti.

La particella Ξ_cc⁺ è caratterizzata da un'estrema instabilità: essa decade quasi istantaneamente seguendo il canale Ξ_cc⁺ → Λ_c⁺ K⁻ π⁺, con il successivo decadimento del Λ_c⁺ in p K⁻ π⁺. Questo processo di trasformazione rapida rende la sua osservazione una sfida tecnologica di altissimo livello.

Le previsioni teoriche indicano che la vita media di Ξ_cc⁺ sia fino a sei volte più breve rispetto a quella della sua particella «sorella» Ξ_cc^{++}, a causa di complessi effetti quantistici. Proprio per questa ragione, individuarla è stato significativamente più difficile rispetto al passato; i tentativi precedenti, inclusi i primi dati raccolti da LHCb e l'esperimento SELEX del 2002, non erano riusciti a fornire un segnale statisticamente inoppugnabile.

Il successo attuale è stato reso possibile grazie ai dati raccolti durante le collisioni protone-protone del Run 3 nel 2024, con una luminosità integrata di circa 6.9 fb⁻¹. Questo risultato è il frutto diretto della sensibilità notevolmente accresciuta del rivelatore LHCb dopo il suo primo grande aggiornamento tecnologico (Upgrade I).

I barioni doppiamente incantati fungono da laboratorio ideale per studiare la QCD nel regime dei quark pesanti. Quando due quark sono massicci, i calcoli teorici diventano più accurati, permettendo di verificare con estremo rigore i modelli delle interazioni forti, inclusi stati della materia più esotici come i tetraquark e i pentaquark.

Vincenzo Vagnoni, portavoce della collaborazione LHCb, ha sottolineato l'eccezionalità dell'evento dichiarando: «Questa è la prima nuova particella identificata dopo il potenziamento del rivelatore LHCb nel 2023, ed è solo la seconda volta nella storia che osserviamo un barione con due quark pesanti. Questo risultato aiuterà i teorici a testare i modelli della cromodinamica quantistica con nuovi parametri».

Anche il Direttore Generale del CERN, Mark Thomson, ha espresso il suo entusiasmo, definendo la scoperta un esempio lampante di come le capacità uniche di LHCb e l'ammodernamento delle apparecchiature portino direttamente a nuove frontiere della conoscenza scientifica.

Con l'accumulo di ulteriori dati durante il Run 3, i fisici prevedono di misurare con esattezza la vita media della particella, la sua parità di spin e le probabilità dei vari canali di decadimento. In una prospettiva a lungo termine, la ricerca si sposterà verso l'individuazione di oggetti ancora più rari, come i barioni triplamente incantati.

Questa scoperta segna l'ottantesimo adrone individuato dagli esperimenti condotti presso il Large Hadron Collider. Il risultato è pienamente coerente con le previsioni del Modello Standard e apre un nuovo capitolo fondamentale nello studio delle interazioni nucleari forti che governano l'universo.

Le informazioni relative a questo traguardo scientifico provengono dai comunicati ufficiali del CERN, dai canali di divulgazione di LHCb e dalle presentazioni tecniche tenute durante la conferenza Moriond 2026.

Per visualizzare concettualmente questa scoperta, gli artisti del CERN hanno raffigurato Ξ_cc⁺ come un'evoluzione del protone; all'interno dell'albero genealogico delle particelle, essa occupa una posizione di vertice dove entrambi i quark leggeri originari sono stati rimpiazzati dai quark charm.

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Fonti

  • cern/news

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