Bitcoin oltre i 73.000 dollari: tra tensioni geopolitiche e attesa per le decisioni della Fed

Modificato da: Yuliya Shumai

A metà marzo 2026, il mercato delle criptovalute ha mostrato una rinnovata forza, portando il Bitcoin (BTC) a superare la soglia psicologica dei 73.000 dollari. Nella giornata del 17 marzo 2026, l'asset ha messo alla prova una resistenza critica intorno ai 76.000 dollari, un livello che gli analisti collegano ai minimi locali registrati nell'aprile 2025. Questa spinta rialzista si manifesta in un clima di profonda incertezza macroeconomica, alimentata dall'inasprimento delle tensioni geopolitiche, in particolare per il conflitto che vede coinvolti Iran, Stati Uniti e Israele, giunto ormai alla sua terza settimana.

Mentre i mercati tradizionali e gli indici azionari mostrano segnali di stanchezza, gli investitori stanno rivolgendo la loro attenzione verso asset alternativi. L'attenzione globale è ora catalizzata dalla conclusione della riunione del Federal Open Market Committee (FOMC), prevista per il 18 marzo 2026. Attualmente, il tasso d'interesse di riferimento si attesta tra il 3,5% e il 3,75%, a seguito dei tagli operati nel corso del 2025. Gli operatori attendono con ansia il comunicato ufficiale e il Summary of Economic Projections (SEP) per interpretare l'orientamento di Jerome Powell riguardo a possibili ulteriori riduzioni dei tassi nel 2026, specialmente considerando lo shock energetico derivante dalle crisi in Medio Oriente.

Un'analisi dettagliata condotta da CryptoQuant ha evidenziato un cambiamento significativo nelle dinamiche dei volumi sui mercati spot. Se a febbraio 2026 la pressione di vendita era predominante, con medie mobili a 30 giorni del Net Volume Delta negative (circa -145 milioni di dollari su Binance e -88 milioni su Coinbase), la metà di marzo ha segnato un'inversione di tendenza. Su Binance, la delta è salita a circa +21 milioni di dollari, mentre su Coinbase ha raggiunto i +14 milioni di dollari, segnalando il ritorno degli acquirenti. L'analista Darkfost di CryptoQuant ha sottolineato che, sebbene questo miglioramento rappresenti una svolta chiara, sarà necessaria una domanda più costante per consolidare la ripresa.

Nonostante l'instabilità geopolitica avesse inizialmente causato una contrazione della capitalizzazione del mercato crypto pari a 128 miliardi di dollari nelle prime 24 ore dall'inizio delle operazioni militari statunitensi contro l'Iran, il Bitcoin ha dimostrato una notevole resilienza. Mentre il petrolio Brent superava i 104,50 dollari al barile a causa degli attacchi alle infrastrutture iraniane e del blocco dello Stretto di Hormuz, il Bitcoin ha toccato un massimo intraday di 75.989,16 dollari il 17 marzo 2026. I dati di Santiment confermano un accumulo di posizioni da parte dei grandi detentori, sebbene gli esperti mettano in guardia dal rischio di una "trappola per tori" qualora la resistenza a 76.000 dollari non venisse superata con decisione.

Anche il mercato dei derivati riflette questo mutamento del sentiment: il bilancio nei future perpetui si è spostato verso le posizioni lunghe, con tassi di finanziamento tornati in territorio positivo. Questo recupero segue un mese di febbraio difficile, caratterizzato da deflussi netti dagli ETF spot su Bitcoin per circa 3,8 miliardi di dollari. Tuttavia, secondo i dati di Farside, al 16 marzo 2026 si sono registrati sei giorni consecutivi di afflussi, evidenziando il ritorno dei capitali istituzionali attraverso strumenti come l'IBIT di BlackRock e l'FBTC di Fidelity. Il mercato si trova dunque in una fase cruciale, dove i segnali tecnici di ripresa si scontrano con la cautela macroeconomica legata ai rischi inflattivi e alle future mosse della Federal Reserve.

4 Visualizzazioni

Fonti

  • Bitcoinist.com

  • Morningstar

  • ForkLog

  • TradingView

  • Reddit

Hai trovato un errore o un'inaccuratezza?Esamineremo il tuo commento il prima possibile.